Non c’è pace per lo stabilimento Stellantis di Cassino, ora che l’auspicato rientro dei dipendenti slitta ancora una volta. Si conclude così un ottobre nero in cui le giornate lavorative si sono fermate ad appena tre giorni, in accordo con un contesto che appare sempre più desolante e avvolto da una più che comprensibile preoccupazione. Sia per lo stabilimento Stellantis dove vengono prodotte le Alfa Romeo Giulia e Stelvio e la Maserati Grecale, sia per le aziende dell’indotto.
La comunicazione sul rinvio della ripresa delle normali attività produttive è stata infatti diramata ieri da Stellantis al Comitato Esecutivo dello stabilimento di Piedimonte San Germano. Se all’inizio dell’ultimo stop lavorativo la ripresa delle attività veniva fissata al 2 novembre, lunedì prossimo non si ritornerà a lavoro visto che il ritorno attuale viene fissato al prossimo 4 novembre quando sarà riaperto il reparto Lastratura. Chi lavora in Verniciatura dovrà invece attendere giovedì 5 novembre, mentre non c’è una data certa sul reparto Montaggio che risulta in stop dallo scorso 5 ottobre. Prosegue una condizione di estrema difficoltà per lo stabilimento di Cassino, che al netto di quanto descritto concluderà un’annata di enormi difficoltà e con poche prospettive per il prossimo futuro tuttora in essere.
A ottobre presso lo stabilimento Stellantis di Cassino si è lavorato per appena tre giorni
Come già accennato, il dato più preoccupante è quello relativo alle giornate effettivamente lavorate presso lo stabilimento Stellantis di Cassino. I giorni di lavoro si riducono infatti ad appena tre: l’1, il 2 e il 5 ottobre di quest’anno. Gli stop produttivi si sono susseguiti fino a quello diramato nelle scorse ore, secondo uno “schema” che si è riproposto per l’intero mese fino al riscontro attuale decisamente poco confortante. C’è da dire che l’auspicata ripresa produttiva fissata per i prossimi 4 e 5 novembre potrebbe anche non essere confermata, come d’altronde accaduto anche nel recente passato, o potrebbe non rappresentare una vera e propria ripartenza generale. Si attendono infatti novità relative al reparto Montaggio che rimane tuttora escluso da possibili date di riapertura; questo reparto accoglie, fra l’altro, numerosi dipendenti impiegati presso il sito produttivo Stellantis di Cassino.
L’ulteriore prolungamento dello stop produttivo aggrava una crisi che appare strutturale per lo stabilimento di Cassino. Qui da gennaio a settembre di quest’anno sono state prodotte appena 8.897 vetture, segnando una flessione superiore al 37% rispetto alle 14.135 unità prodotte durante lo stesso periodo dello scorso anno. I continui stop produttivi non fanno che aggravare questa situazione, ma derivano dalla scarsa richiesta per i modelli prodotti fino a oggi. La ricerca della continuità produttiva per gli oltre 2.000 dipendenti del sito laziale appare difficile da tracciare, così come per le centinaia di lavoratori dell’indotto. Durante questo mese si sono svolti diversi incontri fra Stellantis, le sigle sindacali e la politica locale e nazionale per cercare di ipotizzare una soluzione al problema della scarsa produttività di Cassino. Maggiori risposte dovrebbero pervenire il prossimo 10 dicembre con la presentazione del nuovo piano industriale di Maserati che proprio a Cassino dovrebbe avviare la produzione di un nuovo modello, del quale oggi poco si conosce. La ricerca delle necessarie certezze prosegue.

