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Stellantis, perdite giù del 90%: Filosa conferma gli obiettivi, ma l’Europa resta in rosso

Stellantis chiude il terzo trimestre 2026 con ricavi in crescita dell’1% a 37,6 miliardi di euro e perdite nette ridotte del 90% a 500 milioni. Migliora anche il risultato operativo, ma l’Europa resta in rosso e il flusso di cassa industriale è negativo per 4 miliardi

Stellantis USA

Per Stellantis il terzo trimestre 2026 porta un miglioramento dei conti, anche se il ritorno all’utile netto resta da raggiungere. I ricavi salgono a 37,6 miliardi di euro, l’1% in più rispetto a un anno fa, mentre la perdita netta si riduce a 500 milioni, con un miglioramento del 90%. Antonio Filosa conferma gli obiettivi per quest’anno e l’attesa di tornare a generare cassa industriale nel 2027.

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Stellantis migliora i risultati finanziari del terzo trimestre, ma l’Europa resta sotto pressione

Il risultato netto va inquadrato nel confronto con il 2025, periodo in cui il trimestre fu influenzato da significative voci una tantum. Nel frattempo, anche l’utile operativo rettificato è migliorato, raggiungendo i 300 milioni di euro, un incremento di 200 milioni di euro su base annua. Il relativo margine si è attestato allo 0,7%, con un miglioramento di mezzo punto percentuale.

Tra le varie aree geografiche, l’Europa allargata è l’unica a mantenere un margine operativo rettificato negativo. Qui i ricavi sono cresciuti del 3%, eguagliando il tasso di crescita registrato in Sud America. Al contrario, il Nord America ha segnato un calo del 3%, mentre i ricavi sono diminuiti del 19% in Medio Oriente e Africa e del 7% nella regione Asia-Pacifico.

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stellantis, filosa

La situazione dei flussi di cassa rimane complessa. Il flusso di cassa industriale è negativo per 4 miliardi di euro, nonostante un miglioramento di 300 milioni di euro rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. La liquidità industriale disponibile si attesta a 42,7 miliardi di euro, pari al 26% dei ricavi degli ultimi dodici mesi, un valore che rientra nel range stabilito dal gruppo.

Filosa attribuisce questi progressi alle prime misure adottate nell’ambito del piano FaSTLAne 2030, tra cui il lancio di nuovi prodotti, lo sviluppo di partnership e l’impegno su produzione e qualità. Anche il Value Creation Program, che sta già portando benefici, è destinato a sostenere i risultati futuri. Entro la fine dell’anno, Stellantis punta a realizzare almeno il 40% del programma, che mira a ottenere 6 miliardi di euro di efficienze su base annua.

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Nel quarto trimestre, si prevede che i risparmi raggiungeranno diverse centinaia di milioni di euro, circa il doppio di quanto ottenuto nel terzo trimestre. Il valore complessivo del piano si riferisce al beneficio annualizzato; pertanto, non equivale ai risparmi già effettivamente realizzati entro il 2026.

Sul mercato europeo, le vendite nell’area EU30 sono aumentate dell’1% (o del 6%, includendo Leapmotor). Nonostante una crescita del 65% nelle vendite di veicoli elettrici, la quota di mercato del gruppo è scesa al 14,8%, con un calo di 60 punti base (o al 15,6%, includendo Leapmotor). Nel segmento dei veicoli commerciali leggeri, Stellantis mantiene la leadership con una quota del 26,9%.

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In Nord America, le vendite sono cresciute dell’1%, portando la quota di mercato al 7,5%. Tra i modelli che hanno registrato performance positive figurano il Ram 1500 (+73%), la Dodge Durango (+14%) e la Chrysler Pacifica (+6%). Di contro, i ricavi hanno risentito dei volumi inferiori, conseguenza di un’interruzione programmata della produzione.

Stellantis USA

In Sud America, le vendite sono diminuite del 4%, sebbene il gruppo abbia mantenuto la propria posizione di leadership con una quota del 18,6%. I modelli Strada, Toro e Pulse hanno registrato una crescita, mentre il marchio Ram ha segnato un incremento del 33%. Le vendite sono calate del 22% in Medio Oriente e Africa, e del 27% nella regione Asia-Pacifico.

Per il quarto trimestre, si prevedono volumi di consegna più elevati e prezzi sostanzialmente stabili. Persistono le pressioni legate ai componenti di memoria elettronica e alle campagne di richiamo dei prodotti. L’impatto dei dazi è stimato in un miliardo di euro per l’intero anno, mentre gli investimenti industriali e le attività di ricerca e sviluppo dovrebbero rappresentare il 6,5% dei ricavi.

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