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Quota 12,7% in Europa, per Stellantis gli sconti non possono essere una strategia

Stellantis rinvia nuovi modelli e e-208 al 2028, mentre la quota europea crolla al 12,7%. Tutti i numeri prima dei conti del 28 ottobre.

stellantis

Stellantis sta affrontando una difficoltà tutta da studiare: i nuovi modelli non arrivano. Secondo la società di consulenza Inovev, quasi tutta la gamma europea in arrivo è stata rimandata di un anno o più. A Parigi, a metà ottobre, il CEO Antonio Filosa ha pronunciato un anno che suona come una condanna, il fatidico 2028.

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stellantis ceo antonio filosa

Riguarda la Peugeot e-208, annunciata per questo autunno, poi slittata alla seconda metà del 2027 e ora, a quanto pare, non prima del 2028 per le prime consegne. La sorella Opel Corsa segue lo stesso destino. Un ex responsabile tecnico di PSA e poi di Renault ricorda che un tempo 208 e Clio uscivano a sei mesi di distanza, intanto, la Clio 6 è stata presentata a inizio 2026.

Ufficialmente si parla di ritardi tecnologici successivi all’addio di Carlos Tavares, a fine 2024, con la e-208 che doveva nascere su STLA Small prima del passaggio a STLA One. Inovev però cita ragioni di contenimento dei costi e allunga l’elenco: la 308 e l’Opel Astra non saranno rinnovate prima del 2030, la 408 perde un anno, e la Lancia Delta, prevista per il 2026 e poi spostata al 2028, è semplicemente uscita dai radar. Stessa sorte per l’erede della DS N°4.

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render peugeot 208 2028

Il terzo trimestre di Stellantis ha portato un +10% di vendite, 588.000 unità, ma la quota europea resta ai minimi storici: 14,5% nei primi nove mesi secondo l’ACEA, con un crollo al 12,7% nel solo mese di settembre. Nel 2020 e 2021 era al 20,2%, nel 2010 PSA e FCA sommate arrivavano al 21,2%. Peugeot si ferma al 4,6% (era 6,2% nel 2021), Opel al 3,1%, Citroën al 2,8%, Fiat al 2,5%. Alfa Romeo, DS e Lancia vivacchiano rispettivamente allo 0,3%, 0,2% e 0,1%.

Le cause sono tante e ben allenate. Il PureTech ha lasciato cicatrici profonde, e chi oggi guarda l’ibrido 1.2 si ricorda da dove viene quel tre cilindri. Gli airbag Takata hanno macchiato Citroën. Mancano i veri full hybrid, restano i mild a 48 volt. Sull’elettrico si è in ritardo, e ACC fatica a fornire batterie a lunga autonomia dallo stabilimento di Douvrin.

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C’è l’eredità della premiumizzazione di Tavares: prezzi gonfiati, reti di vendita in rotta, una logistica di consegna ridotta all’osso dai tagli. La nuova dirigenza ha corretto il tiro a colpi di sconti. Questo mese, in Francia, quattro stabilimenti Stellantis (Poissy, Mulhouse, Sochaux e Rennes) si sono fermati, con 8.300 persone tra dipendenti e interinali in cassa integrazione o disoccupazione tecnica.

Il semestre ha mostrato un margine operativo del 2,1% (contro lo 0,7%) e un utile netto di 670 milioni di euro, dopo la perdita di 2,25 miliardi. In Europa, però, il margine è rimasto a -0,3%, nonostante 1,4 milioni di consegne. I conti trimestrali arrivano il 28 ottobre. Per le novità di prodotto, invece, serve aspettare il 2028.

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