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Stellantis in ritardo nel rinnovo della gamma: solo il 24% dei volumi dai modelli recenti

Stellantis deve accelerare il rinnovo della gamma: solo il 24% dei volumi proviene da modelli lanciati negli ultimi tre anni, contro percentuali molto più elevate tra i costruttori cinesi. AlixPartners evidenzia tempi di sviluppo, costi produttivi e capacità industriale come principali criticità

Stellantis

Stellantis deve accelerare l’arrivo di nuovi modelli nelle concessionarie. Secondo i dati di AlixPartners, solo il 24% del volume di vendita del gruppo deriva da veicoli lanciati negli ultimi tre anni. Volkswagen si attesta al 34%, mentre Hyundai-Kia è al 22%. Per contro, nel caso dei costruttori cinesi presi in esame, questa quota varia dal 76% al 100%.

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Il confronto emerge dal rapporto “Can Europe still build cars into the 2030s?” (“L’Europa sarà ancora in grado di costruire automobili verso il 2030?”), pubblicato l’8 ottobre. L’indicatore misura la performance commerciale dei prodotti più recenti. Per Antonio Filosa, si tratta di un aspetto cruciale: il rilancio dell’azienda, imperniato sulla strategia FaSTLAne 2030 dipende dalla capacità di trasformare i concept presentati a Parigi in vetture reali, acquistabili dai clienti.

Stellantis: perché il rinnovamento della gamma deve accelerare

Secondo AlixPartners, parte del ritardo è da ricercarsi all’interno delle aziende stesse. Un numero eccessivo di passaggi decisionali e processi rigidi allunga i tempi di sviluppo. Molti concorrenti cinesi riescono a completare un progetto in soli 24–30 mesi, integrando simulazioni e intelligenza artificiale nei flussi di lavoro quotidiani.

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Anche le dinamiche decisionali seguono tempistiche differenti: mentre le organizzazioni tradizionali possono richiedere dalle sei alle dodici settimane per i cicli di approvazione, strutture più agili operano con iterazioni di una o due settimane. Nel frattempo, i rivali guadagnano terreno. La società di consulenza prevede che, entro il 2030, i marchi cinesi raggiungeranno 3,8 milioni di vendite in Europa, portando la loro quota di mercato dal 12% al 20%.

Stellantis USA

La pressione si sente anche nelle fabbriche. Quindici stabilimenti europei lavorano sotto il 60% della capacità, con un potenziale inutilizzato di circa 2,5 milioni di vetture all’anno. Il dato riguarda l’intero settore europeo. AlixPartners invita a decidere dove concentrare le attività, quali impianti riconvertire e dove valutare eventuali chiusure.

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Pesano poi i costi. Secondo l’analisi, un’elettrica di marchio cinese costa circa 20.000 dollari da produrre, contro i 31.000 di un’equivalente europea. Batterie, approvvigionamenti ed energia rendono quindi più difficile competere sul prezzo.

Fiat Grande Panda Turbo 100

Per Stellantis, però, le novità già arrivate sul mercato stanno dando risultati. Nel terzo trimestre del 2026, le consegne nell’Europa allargata sono cresciute del 10%. Citroën C3 e C3 Aircross, Opel Frontera e Fiat Grande Panda, basate sulla piattaforma Smart Car, hanno contribuito con circa 26.000 unità aggiuntive.

Altre 6.000 consegne in più sono arrivate dalla Fiat 500 Hybrid e circa 5.000 dalla nuova Jeep Compass. Leapmotor ha raggiunto 44.000 vetture nella regione, aumentando di circa 34.000 unità grazie anche a B10 e B03X. A livello mondiale, il gruppo stima invece 1,3 milioni di consegne trimestrali, in calo dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025.

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