Secondo quanto riportato da Primonumero, citando testimonianze dei dipendenti dello stabilimento molisano, Stellantis starebbe cercando lavoratori disposti a trasferirsi in modo permanente da Termoli allo stabilimento di Atessa (ex Sevel), dove vengono prodotti il Fiat Ducato e altri veicoli commerciali. L’iniziativa coinvolgerebbe inizialmente almeno 60 persone, dando priorità ai residenti in Abruzzo, mentre a Termoli persistono preoccupazioni per la sicurezza del posto di lavoro.
Da Termoli ad Atessa i trasferimenti sarebbero volontari e definitivi
Secondo la testata locale, l’azienda avrebbe iniziato a sondare l’interesse dei lavoratori alcune settimane fa. Il trasferimento ad Atessa comporterebbe un cambio definitivo della sede di lavoro, a differenza delle trasferte temporanee solitamente utilizzate per gestire gli squilibri produttivi tra gli stabilimenti del gruppo. Tuttavia, al momento non vi è alcuna conferma ufficiale indipendente riguardo al numero di lavoratori coinvolti o alle condizioni dell’accordo.
Le voci che circolano tra i lavoratori parlano di un pacchetto di incentivi pari a circa 24 mensilità. Stando a quanto riferito da Primonumero, l’offerta potrebbe estendersi fino a circa 300 dipendenti, inclusi quelli residenti fuori dall’Abruzzo. Tali dettagli sono ancora da verificare; il sito segnala l’assenza di un annuncio ufficiale sulle condizioni economiche, il che significa che le cifre e la portata del piano non possono ancora considerarsi definitive.
La notizia giunge in un momento critico per Termoli. I dipendenti intervistati dalla testata descrivono settimane caratterizzate da soli tre o quattro giorni di lavoro e difficoltà nel ricevere i turni con il dovuto preavviso. Il ricorso ai contratti di solidarietà sta mettendo a dura prova i redditi familiari, mentre l’incertezza sulla produzione futura rende difficile pianificare persino le spese quotidiane.
Questa situazione industriale si riflette nelle comunicazioni sia dell’azienda che dei sindacati. Stellantis ha confermato l’arrivo della linea di produzione per le trasmissioni e-DCT entro la fine del 2026, oltre a un investimento per l’aggiornamento dei motori GSE agli standard Euro 7. Tale intervento consentirà di mantenere questi motori utilizzabili anche dopo il 2030, sebbene resti aperto l’interrogativo se i volumi produttivi saranno sufficienti a sostenere i livelli occupazionali.
In un rapporto del 6 ottobre, il sindacato Fim-Cisl ha ribadito la necessità di assegnare ulteriori attività produttive allo stabilimento. Il sindacato stima che il progetto relativo alla trasmissione elettrificata inciderà su un numero di posti di lavoro compreso tra 250 e 300. Sebbene l’aggiornamento del motore GSE sia valutato positivamente, è considerato insufficiente a compensare le perdite produttive o a garantire la piena continuità occupazionale.
Sul fronte dell’occupazione, a settembre la TGR Molise ha segnalato che circa 700 posti di lavoro erano a rischio. Altre informazioni provenienti dalle riunioni sindacali indicano un numero analogo di lavoratori attualmente esclusi dal ciclo produttivo attivo, a causa di contratti di solidarietà o ricollocamenti temporanei, una situazione che non si traduce automaticamente in esuberi definitivi.
Nel frattempo, i dati relativi allo stabilimento di Atessa mostrano segnali di ripresa. Secondo la Fim-Cisl, nei primi nove mesi del 2026 sono stati prodotti 133.800 veicoli commerciali, con un incremento del 17,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Inoltre, il contratto di solidarietà che coinvolgeva circa 200 lavoratori è terminato a luglio, in seguito al parziale ripristino del terzo turno. I modelli attualmente in produzione includono Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel Movano e Toyota Proace Max.


