Stellantis punta sul dialogo per scongiurare eventuali scioperi, ma sul futuro dello stabilimento canadese di Brampton la distanza con il sindacato è ancora molto ampia. Dopo l’annuncio di Unifor di una votazione per autorizzare un eventuale sciopero in Canada, il gruppo automobilistico guidato da Antonio Filosa ha confermato di essere disponibile a negoziare un accordo per dare il giusto riconoscimento al contributo dei dipendenti a salvaguardia della competitività delle fabbriche. Questa risposta conferma che l’azienda vuole trattare ma al momento una soluzione alla questione con Unifor pare ancora essere lontana.
Stellantis e Unifor, il futuro di Brampton pesa sul rinnovo del contratto
Il breve comunicato diffuso dal gruppo non fa emergere novità sostanziali sulla questione legata al futuro di Brampton. Il richiamo alla competitività delle attività canadesi resta al centro della posizione di Stellantis, mentre dall’altra parteil sindacato insiste sulle garanzie occupazionali. Per i lavoratori, il rinnovo contrattuale passa anche dalla possibilità di sapere quali prospettive avranno gli impianti in futuro. Proprio su questo argomento le trattative continuano a incontrare le difficoltà maggiori.
Unifor ha descritto la situazione in un aggiornamento pubblicato lo scorso 6 ottobre. Secondo l’organizzazione, il nuovo accordo sarebbe subordinato all’accettazione della chiusura e della vendita dello stabilimento di Brampton. Si tratta della posizione riferita dal sindacato, che collega quindi la discussione sul contratto a una scelta industriale particolarmente delicata. Accettare quelle condizioni significherebbe affrontare contemporaneamente il tema delle retribuzioni e quello del futuro della fabbrica.
Secondo Unifor la vertenza non riguarda solo la situazione dell’Ontario. Sono tante infatti secondo il sindacato le questioni non ancora risolte. Tra questi la sicurezza sul posto di lavoro e le prospettive future di Stellantis in tutto il Canada.
In concomitanza con le suddette date, il 17 e il 18 ottobre, oltre 9.000 lavoratori sono chiamati a esprimere la propria preferenza attraverso il voto. In caso di approvazione, Unifor potrà proclamare uno sciopero se necessario.
La decisione di aderire allo sciopero non comporterà necessariamente l’interruzione completa delle attività produttive, ma consentirà al sindacato di deliberare in modo autonomo e, se necessario, di sospendere totalmente le operazioni della fabbrica.
Unifor mantiene la propria posizione, ribadendo che lo sciopero deve essere considerato come un’opzione da adottare esclusivamente in via eccezionale e come extrema ratio.
Allo stesso tempo, ritiene che poter ricorrere all’astensione dal lavoro sia una componente importante della contrattazione collettiva e possa favorire le condizioni per raggiungere un’intesa, con l’obiettivo di ottenere maggiori garanzie occupazionali.
La decisione di consultare gli iscritti è stata presa in risposta al tentativo di concludere il negoziato senza un voto di autorizzazione, come era già successo con Ford e General Motors.


