in

Stellantis perde il 60% a Wall Street, Filosa non cambia rotta: «Convinti di farcela»

Stellantis crolla di circa il 60% a Wall Street, ma il CEO Antonio Filosa conferma gli obiettivi per il 2026 e il piano di rilancio da 70 miliardi di dollari

Antonio Filosa - Stellantis

La Borsa continua a penalizzare Stellantis, ma Antonio Filosa conferma gli obiettivi del gruppo. Mercoledì 30 settembre, davanti al pubblico dell’Automotive News Congress di Detroit, il CEO ha ribadito le previsioni per il 2026 e i traguardi fissati per il recupero della cassa. Nella stessa giornata, le azioni quotate negli Stati Uniti hanno perso un altro 1,58%, chiudendo a 4,36 dollari. Da gennaio il ribasso è di circa il 60%: gli investitori, almeno per ora, restano in attesa di segnali più convincenti.

Advertisement

Filosa conferma gli obiettivi, ma Stellantis resta sotto pressione in Borsa

«Siamo totalmente impegnati e siamo convinti che ci riusciremo», ha detto il manager parlando delle previsioni per quest’anno. Stellantis si aspetta ancora una crescita dei ricavi netti a una cifra percentuale media e un margine operativo rettificato a una cifra bassa. Le indicazioni restano quindi quelle già comunicate, nonostante le difficoltà che accompagnano il rilancio.

Per gli azionisti sono state due sedute particolarmente pesanti. Martedì il titolo aveva toccato un nuovo minimo storico negli USA; mercoledì è sceso ancora. Se l’andamento non cambierà, il 2026 sarà il peggior anno in Borsa dalla nascita del gruppo, costituito nel gennaio 2021 con la fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e PSA.

Advertisement
stellantis usa

Filosa deve soprattutto dimostrare che Stellantis può tornare a produrre cassa. L’obiettivo è raggiungere un flusso di cassa libero positivo nel 2027 e superare i 3 miliardi di euro nel 2028. Il punto di partenza è impegnativo: lo scorso anno il dato era negativo per 4,5 miliardi di euro. Recuperare questa distanza richiederà risultati sul prodotto, sulle vendite e sulla gestione dei costi.

Il piano annunciato dal gruppo vale circa 70 miliardi di dollari e arriva dopo anni di indebolimento dei margini e delle vendite, soprattutto in Nord America. Negli Stati Uniti Jeep e Ram avranno un ruolo centrale. Filosa vuole dare più peso ai marchi nei mercati in cui possono ottenere i risultati migliori, affidando maggiore responsabilità alle strutture regionali.

Questo non significa, nelle intenzioni dichiarate dal CEO, ridurre il portafoglio dei quattordici marchi. Il lavoro riguarda la loro gestione, gli investimenti, le collaborazioni e l’organizzazione degli stabilimenti. Per Filosa, il recupero dipenderà anche dalla capacità dei team locali di prendere decisioni più vicine alle esigenze dei clienti e di rispondere dei risultati ottenuti.

Advertisement
antonio filosa, stellantis

Tra gli analisti, però, c’è chi guarda anche a scenari diversi. Martedì Tom Narayan, di RBC Capital Markets, ha indicato una possibile scissione come ipotesi plausibile nel lungo periodo. Si tratta della valutazione dell’analista, non di un’operazione annunciata da Stellantis, che continua a sostenere pubblicamente il mantenimento dell’unità del gruppo.

A Detroit Filosa è tornato anche sull’ascolto della clientela, uno dei temi ricorrenti della sua gestione. Il mercato finanziario aspetta ora di vedere quanto questo cambiamento inciderà sui conti. Le prossime trimestrali permetteranno di valutare il recupero dei ricavi, la tenuta dei margini e l’andamento della cassa. Dopo un calo così forte del titolo, sono questi i numeri sui quali si misurerà la fiducia nel piano e nella capacità di Stellantis di rispettare gli impegni presi.

Advertisement