Il destino dello stabilimento di Brampton modifica il confronto tra Stellantis e Unifor portandolo in una nuova fase. Il sindacato canadese ha annunciato che il 17 e 18 ottobre ci sarà un voto con cui i lavoratori decideranno se autorizzare uno sciopero. I risultati di questo voto saranno resi noti il prossimo 19 ottobre. Un eventuale sì non significherà lo stop delle fabbriche ma darà al comitato negoziale la possibilità di decidere per uno sciopero nel caso in cui non si trovi un accordo con il gruppo automobilistico.
Stellantis, la vertenza di Brampton mette al centro fabbrica e occupazione
Le trattative non stanno producendo alcuna novità ormai da circa un mese. La cosa che rende difficile il negoziato è stato l’accordo preliminare comunicato nelle scorse settimane da Stellantis per la vendita della fabbrica di assemblaggio di Brampton, che al momento non ha comunque avuto ancora effetti, a Roshel, azienda che produce veicoli militari. Per i dipendenti, ovviamente questa possibilità apre interrogativi relativi al destino della fabbrica e ovviamente si spera di ottenere garanzie occupazionali prima che avvenga per davvero la cessione.
Nella lettera indirizzata agli iscritti dal sindacato martedì 6 ottobre, il numero uno di Unifor, Lana Payne, ha detto che questa situazione finisce per influire anche sulla parte economica del contratto, subordinata al raggiungimento di un’intesa sulla chiusura e sulla vendita del sito. La questione riguarda dunque sia il futuro dell’impianto ma anche le condizioni relative al rinnovo contrattuale.
Payne nella lettera ha detto in maniera piuttosto chiara che le questioni ancora aperte vanno oltre Brampton e riguardano pure la sicurezza del lavoro di tutti gli iscritti e il futuro del gruppo Stellantis in Canada. Lo sciopero resta l’ultima risorsa, ma per la presidente il solo fatto di poterne usufruire è un aspetto determinante della contrattazione collettiva, utile anche per raggiungere un eventuale accordo.
Ricordiamo che il contratto collettivo di Stellantis con i dipendenti Unifor è scaduto lo scorso 20 settembre. Il sindacato ha già fatto sapere nei giorni scorsi di aver trovato nuovi accordi triennali con General Motors e Ford. Il negoziato con il gruppo proprietario di marchi importanti quali Chrysler, Dodge, Jeep e Ram è ancora aperto, con il voto di metà ottobre che servirà a capire cosa ne pensano i lavoratori e soprattutto se sostengono le strategie del sindacato.
A Brampton la produzione è stata interrotta ormai da tempo. Le ultime unità sono uscite dalle linee di produzione della fabbrica alla fine del 2023. In questa fabbrica prima dello stop alla produzione venivano costruite auto del calibro di Chrysler 300, Dodge Charger e Dodge Challenger. I lavoratori e rappresentanti sindacali, speravano di poter tornare al lavoro grazie all’assegnazione della nuova generazione di Jeep Compass, la cui produzione avrebbe dovuto prendere il via lo scorso anno.
Quel programma però alla fine è stato modificato. Stellantis ha rivisto la propria strategia di produzione in Nord America a causa degli elevati dazi imposti dagli USA sulle merci canadesi. Unifor aveva fatto sapere che Stellantis le aveva dato rassicurazioni sugli investimenti in nuovi programmi per Brampton. L’ipotesi di vendita quindi ha sorpreso e finito per far venir meno i precedenti impegni industriali e le prospettive dei dipendenti rimasti in attesa della ripartenza.
Un eventuale sciopero finirebbe per avere effetti anche sull’altro stabilimento canadese di Stellantis a Windsor, in Ontario, dove l’azienda produce i minivan Chrysler e la Dodge Charger. Lo stabilimento ha già dovuto fare i conti con numerosi stop produttivi negli ultimi tempi e, secondo quanto riportato, dovrebbe fermarsi per altre 3 settimane a partire da fine ottobre, sia a causa della domanda debole per le auto prodotte sia a causa dell’incertezza generale che l’azienda sta vivendo in Canada.
Per Stellantis, lo sciopero rappresenterebbe il culmine di una fase delicata, segnata dal tentativo di recuperare vendite e sostenere il lancio di nuovi prodotti.
La questione arriva mentre le tensioni commerciali tra Canada e Stati Uniti sono alle stesse, con i due Paesi che stanno discutendo della revisione dell’accordo commerciale che coinvolge anche il Messico. In questo contesto, le decisioni sugli investimenti e sull’assegnazione dei modelli assumono un peso particolare per il settore manifatturiero canadese.
Il Detroit News ha chiesto a Stellantis un commento sulla votazione, senza ricevere una risposta immediata. Il calendario fissato da Unifor prevede ora due giornate di voto e la comunicazione dell’esito il 19 ottobre. L’autorizzazione, se approvata, lascerebbe al comitato negoziale la decisione su quando e come ricorrere allo sciopero, mantenendo aperta la possibilità di trovare un’intesa con l’azienda.


