Il Biscione ha deciso di farsi sentire prima ancora di farsi vedere. L’Alfa Romeo Cuorerosso, attesa al Salone di Parigi 2026, per ora è un nome, un colore e persino un rumore. Per una sportiva che tiene tutti col fiato sospeso, in fondo, è anche tanto.
Il colore, appunto, è il rosso, ma questo non sorprenderà nessuno. Di dati tecnici ufficiali non c’è traccia, niente cifra su potenza, coppia o dimensioni e nessuna parola sull’elettrificazione. Alfa Romeo ha scelto la strategia del teaser “a rate” e ha cominciato dalle parti più improbabili.
Gli specchietti retrovisori, per esempio. Nel nuovo teaser sono segmenti verticali separati, tenuti insieme da un elemento orizzontale. Non se n’erano mai visti, almeno negli ultimi decenni. È il genere di soluzione che può esistere solo su una concept, dove tutto è ancora provvisorio e nessun ufficio omologazioni deve passare al setaccio misure e funzioni.
Sembra tutto provvisorio, incerto, tranne forse il motore. Nel video, infatti, a un certo punto si sente cantare, il sound potrebbe essere quello di un V6 a benzina. Lo stesso frazionamento che ritroviamo sotto il cofano di Giulia e Stelvio Quadrifoglio e, in posizione posteriore centrale, sulla 33 Stradale. Non è una parentela da poco, visto che la Cuorerosso dovrebbe anticipare proprio quella che sarà con ogni probabilità l’erede della 33 Stradale.
Se ci sarà un po’ di elettrificazione, ed è tutto da vedere, non servirà a ridurre i consumi. Servirebbe ad aggiungere potenza e coppia, che è il tipo di ibrido che a Milano si perdona volentieri. Tutte ipotesi, al momento non ci sono conferme di alcun genere.
Solo a Parigi scopriremo cosa ci sia davvero sotto quella carrozzeria ancora da svelare e se la Cuorerosso diventerà un modello di piccola serie o se resterà una concept destinata alle vetrine dei saloni.
Un V6 che canta e un retrovisore a lamelle: se Alfa voleva farci parlare, ci è riuscita in due mosse. Vedremo, allora, Stoccarda e Monaco come vorranno rispondere restando altrettanto rumorose.


