Stellantis ha deciso di mettere qualcosa di concreto sul tavolo per il futuro di Brampton. Dopo settimane in cui si è parlato di possibili soluzioni per lo stabilimento canadese, il gruppo ha firmato un protocollo d’intesa con Roshel, azienda specializzata nella costruzione di veicoli blindati. Per il momento non c’è ancora una vendita, ma il passaggio è importante perché porta la trattativa fuori dal campo delle semplici ipotesi. In altre parole, Roshel è davvero interessata alla fabbrica dell’Ontario e Stellantis è pronta a discuterne seriamente.
Stellantis e Roshel firmano un protocollo d’intesa per Brampton
La situazione di Brampton si trascina ormai da tempo. Lo stabilimento è fermo dal 2023, quando Stellantis aveva interrotto la produzione per preparare una riconversione del sito. Quel piano, però, non ha mai preso davvero forma ed è stato successivamente congelato.
A complicare ulteriormente le cose è arrivata poi la scelta di spostare negli Stati Uniti la futura produzione di Jeep Compass. Un modello che, inizialmente, sembrava destinato proprio a Brampton e che invece verrà costruito a Belvidere, in Illinois. Da quel momento il futuro della fabbrica canadese è diventato ancora più difficile da immaginare.
Stellantis ha quindi iniziato a valutare altre strade. Tra queste c’è quella che porta a Roshel, che oggi appare la più concreta. Trevor Longley, presidente e CEO di Stellantis Canada, ha spiegato che l’azienda potrebbe rappresentare una soluzione per riportare attività produttive nello stabilimento, evitando che una struttura così grande resti ferma ancora per anni.
Roshel, però, non costruisce automobili. La società canadese lavora soprattutto nel settore dei veicoli blindati e dei mezzi destinati anche alla difesa. Se l’operazione dovesse andare in porto, Brampton cambierebbe quindi completamente pelle, passando da stabilimento automobilistico a sito con una vocazione molto diversa.
Secondo Bloomberg, Roshel sarebbe inoltre in corsa per un importante contratto militare in Canada. Se riuscisse a ottenerlo, avrebbe bisogno di aumentare in fretta la capacità produttiva e Brampton potrebbe diventare una soluzione ideale.
Resta però da risolvere il nodo dei lavoratori. Unifor, che rappresenta oltre 9.000 dipendenti Stellantis in Canada, ha sospeso le trattative dopo giorni di incontri. Il futuro dello stabilimento è uno dei punti più delicati del confronto, anche perché il contratto attuale scadrà il 20 settembre.
Il sindacato chiede garanzie chiare e non vuole che l’eventuale vendita si traduca semplicemente nella fine della produzione automobilistica a Brampton. Il protocollo con Roshel apre quindi una possibilità concreta, ma prima di parlare di passaggio definitivo ci sono ancora parecchie questioni da sistemare.

