Il creatore digitale indipendente Carlo Indelicato nelle scorse ore ha pubblicato un nuovo render in cui ha immaginato come potrebbe apparire una nuova Alfa Romeo Canguro, una delle concept più affascinanti tra quelle che sono state proposte negli anni Sessanta dal Biscione.
L’artista digitale ha pubblicato la sua nuova creazione sui social nelle scorse ore. Diciamo subito che si tratta di immagini non ufficiali, senza alcun collegamento con Alfa Romeo. Semplicemente l’autore ha inteso omaggiare con il suo progetto l’Alfa Romeo Canguro, una delle concept rimaste nella storia della casa automobilistica del biscione.
Alfa Romeo Canguro: il render di Carlo Indelicato guarda alla tradizione Bertone
Per la sua interpretazione della Alfa Romeo Canguro Indelicato ha scelto una carrozzeria rossa che aiuta di sicuro ad evidenziare quelle che sono le proporzioni della vettura. L’auto immaginata nel render si caratterizza per la presenza di un cofano lungo e basso, per l’abitacolo arretrato e per il tetto che disegna un arco morbido verso il posteriore. Le superfici sono arrotondate, con passaruota pronunciati e una fiancata pulita.
Il frontale si caratterizza, come del resto l’originale, per la presenza di uno scudetto Alfa Romeo centrale, inserito tra due aperture orizzontali scure. I gruppi ottici circolari richiamano il passato ma i riferimenti al mondo dell’auto attuale non mancano. Infatti l’autore indica per questa sua ipotesi una tecnologia LED Matrix, con elementi luminosi che attraversano il faro. Più in basso compaiono altre piccole luci rotonde, mentre i cerchi riprendono un disegno a fori.
La vista posteriore mostra un lunotto ampio e inclinato, fianchi larghi e una fascia luminosa sottile che attraversa la coda. Nella seconda immagine, quattro terminali di scarico occupano la parte inferiore del paraurti.
Il progetto digitale fa riferimento ovviamente all’Alfa Romeo Canguro, la concept che fece il suo debutto al Salone di Parigi del 1964. Il prototipo era stato disegnato da Giorgetto Giugiaro per Bertone. Realizzato in esemplare unico sulla base della TZ, impiegava un telaio tubolare, carrozzeria in alluminio e un quattro cilindri longitudinale da 170 CV. La trazione era posteriore e il cambio manuale a cinque rapporti. Con essa si voleva valutare una possibile versione stradale della TZ.
Tra le soluzioni più particolari figuravano i fari carenati, le porte raccordate al tetto e le superfici vetrate incollate alla carrozzeria, con un procedimento di derivazione aeronautica. L’altezza era di appena 105 centimetri. Pochi mesi dopo la presentazione, un incidente durante una prova a Monza danneggiò gravemente il prototipo, interrompendone il percorso.
Indelicato nel post in cui ha mostrato la sua ultima creazione ha voluto anche ripercorre gli anni di abbandono e i tentativi di recupero, citando il collezionista Hanns Ernst Rammensee e la ricostruzione affidata a CECOMP. La rinascita arrivò nel 2005, quando la Canguro tornò al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este dopo un lungo restauro.
Come sappiamo al momento i programmi di Alfa Romeo guardano in altre direzioni. Nel quarto trimestre 2027 debutterà il nuovo C-SUV erede della Tonale che sarà prodotto a Melfi su piattaforma STLA Medium. Poi a seguire dovrebbe toccare anche all’erede della Giulietta e della 147, una vettura particolarmente attesa da appassionati e addetti ai lavori.
Quanto invece a Giulia e Stelvio, è ancora incerto il loro destino dopo l’addio dell’attuale generazione, che avverrà a fine 2027. Il CEO Santo Ficili ha ammesso che il Biscione è già al lavoro per individuare una soluzione che possa consentire in futuro alla casa milanese di continuare ad essere presente anche nel segmento D, anche se al momento non è chiaro se con una o con due vetture e, soprattutto, a partire da che anno. Infine, non dimentichiamo il programma BottegaFuoriserie che entro fine anno potrebbe riservare qualche sorpresa importante ai fan della casa automobilistica del biscione.


