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Stellantis, la produzione italiana rialza la testa: auto a +36,7%, ma Cassino perde ancora terreno

La produzione Stellantis in Italia cresce del 36,7% nei primi nove mesi del 2026. Mirafiori e Melfi guidano la ripresa, Cassino continua invece a soffrire

Stellantis Pomigliano

Arrivano buone notizie dall’Italia per Stellantis. Secondo gli ultimi dati ufficiali la produzione italiana del gruppo automobilistico guidato dal CEO Antonio Filosa sta registrando una crescita rispetto allo scorso anno, se si guarda ai primi 9 mesi del 2026. Si tratta di una notizia importante anche se al momento siamo ancora lontani rispetto a quelle che erano le attese. La situazione è ancora meno rosea per il fatto che la crescita c’è ma è molto disomogenea con alcuni stabilimenti che continuano a soffrire molto come ad esempio Cassino.

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La produzione di auto in Italia è cresciuta nei primi 9 mesi dell’anno ma lo stabilimento Stellantis Cassino continua a soffrire

Secondo il rapporto trimestrale della Fim Cisl, presentato a Torino, le auto prodotte nel nostto paese nei primi 9 mesi dell’anno hanno raggiunto quota 206.945 unità, con un aumento del 36,7% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Buone notizie anche per quanto riguarda i veicoli commerciali, che totalizzano 133.800 esemplari prodotti con una crescita del 17,3%, in recupero rispetto alla leggera flessione registrata nel corso del primo semestre.

stellantis cassino

Nel complesso nel periodo che va da gennaio 2026 a settembre 2026 sono stati prodotti 340.745 veicoli. Facendo un paragone con il 2025 c’è sicuramente un netto miglioramento, sostenuto soprattutto dalle nuove produzioni e dalla tenuta dei modelli già presenti negli stabilimenti. Non bisogna però dimenticare che lo scorso anno è stato veramente difficile e quindi fare meglio non era poi così complicato.

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Fim Cisl per l’intero 2026 ipotizza che alla fine saranno prodotti in totale circa 450 mila veicoli, con le vetture che dovrebbero superare di poco quota 250 mila unità. Si tratterebbe di un risultato nettamente superiore al 2025 ma comunque abbastanza inferiore rispetto a quelle che erano le previsioni iniziali. Questo è causato soprattutto dalle incertezze che si sono registrate nelle ultime settimane con diversi stabilimenti Stellantis in Italia che hanno dovuto fermare la produzione di auto e con Mirafiori che ha di nuovo introdotto la cassa integrazione per alcune settimane.

Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim Cisl, ha fatto riferimento in particolare alla flessione della produzione della Fiat 500. Questa è dovuta sia alla mancanza di materiali sia alla riduzione degli ordinativi. Una situazione che ha portato alla richiesta di due settimane di cassa integrazione a ottobre, frenando le aspettative di recupero.

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Mirafiori si conferma lo stabilimento che cresce maggiormente tra quelli di Stellantis in Italia: da inizio anno si registra una crescita del 151,1 per cento. Anche Melfi registra un incremento notevole del 77,2 per cento. Secondo il sindacato, la Fiat 500 ibrida a Torino e la nuova Jeep Compass nello stabilimento lucano hanno fornito un grosso contributo per il raggiungimento di questi risultati al pari della tenuta sul mercato della Fiat Pandina.

fiat 500 hybrid

A Pomigliano d’Arco, proprio la produzione del terzo trimestre ha fatto si che il risultato complessivo dell’anno superasse quello registrato nello stesso periodo del 2025. A Modena, invece, l’aumento consistente dei volumi è legato principalmente al trasferimento delle Maserati GranTurismo e GranCabrio da Torino, avvenuto alla fine dello scorso anno.

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Atessa è il sito che realizza più veicoli, con 133.800 unità: da solo rappresenta il 39,3 per cento della produzione italiana di Stellantis. Lo stabilimento ha così ottenuto una crescita del 17,3 per cento interrompendo l’uso di ammortizzatori sociali. Il recupero arriva dopo un primo semestre nel quale il comparto aveva mostrato una leggera contrazione.

Stellantis Atessa

Nel complesso dei primi nove mesi, l’utilizzo degli ammortizzatori sociali diminuisce di oltre il 30%. La Fim Cisl attribuisce questa riduzione ai nuovi lanci produttivi, ma anche alla flessione dell’occupazione.

La situazione più complicata rimane quella relativa allo stabilimento di Cassino, dove la produzione è calata del 37,1 per cento rispetto allo scorso anno che già era stato di suo molto negativo. È l’unico stabilimento italiano di assemblaggio automobilistico del gruppo a registrare una contrazione. Uliano descrive una situazione in progressivo aggravamento, mentre negli altri siti le nuove produzioni stanno almeno consentendo di recuperare parte dei volumi persi.

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