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MAUTO: Italia e Regno Unito uniti dalla passione per le auto d’epoca

Il MAUTO rafforza la collaborazione con le principali istituzioni motoristiche britanniche nel segno della conservazione, ricerca e valorizzazione delle auto d’epoca. Primo appuntamento, la London to Brighton Veteran Car Run del 1° novembre 2026, con la Fiat 16/20 HP del 1903. In programma anche il ritorno su strada dell’Itala 35/45 HP del 1907.

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Foto Mauto

Il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (MAUTO) è una realtà molto dinamica, che non sta mai ferma. I vertici della nota struttura espositiva piemontese sono sempre operativi. Una conferma giunge dal loro confronto con i responsabili delle principali istituzioni motoristiche d’oltremanica – tra cui il Royal Automobile Club e il British Motor Museum – per dissertazioni ad ampio raggio, destinate ad avere sviluppi oltre il fronte dialettico.

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Ad accogliere la sessione, dal titolo Italy-UK Automotive Heritage and Innovation, è stata Villa Wolkonsky, residenza dell’Ambasciata britannica a Roma. Fra i temi trattati, quelli della conservazione, ricerca, formazione e divulgazione, nell’ambito delle auto storiche (e non solo). L’obiettivo è quello di rafforzare il legame tra Italia e Gran Bretagna nel segno del motorismo d’annata.

Il primo segno tangibile di questa nuova collaborazione, avviata dal MAUTO con la sede diplomatica in Italia del Regno Unito in occasione della mostra “I nemici del Drake“, sarà la partecipazione del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino alla celebre London to Brighton Veteran Car Run.

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Questa presenza prenderà forma il 1° novembre 2026, a 130 anni dalla prima edizione della gara, con un’auto storica di straordinaria rilevanza schierata ai nastri di partenza dalla struttura piemontese. Si tratta di una Fiat 16/20 HP del 1903 (della Collezione del Centro Storico Fiat), destinata fin da subito al mercato inglese.

La vettura fu carrozzata a Londra dalla Rothschild e visse gran parte della sua “vita” in Gran Bretagna, correndo la London to Brighton già nel 1930. Dopo essere stata esposta per decenni al museo di Beaulieu, tornò in Italia negli anni ’70. La sua presenza nel 2026 rappresenta quindi un vero e proprio ritorno alle origini.

Questo ritrovato sodalizio storico è stato reso possibile, in forma attiva, grazie al costante lavoro di salvaguardia e manutenzione svolto dal Centro di Conservazione e Restauro del MAUTO, che punta anche a formare i professionisti di domani, nello specifico comparto.

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Le auto storiche richiedono tecniche di intervento del tutto particolari, tese a preservarne sia la materia sia la funzionalità meccanica, custodendone lo spirito e l’essenza, nel modo più autentico.

Tra le sfide all’orizzonte figura un altro ambizioso progetto del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino: riportare su strada la Itala 35/45 HP del 1907 (celebre vincitrice della Pechino-Parigi) in occasione della rievocazione storica organizzata dal club britannico Hero Era. Pure questo un modo per rafforzare il legame fra Italia e Regno Unito, legati da una grande passione per le belle auto e per il motorsport.

Con questa serie di iniziative, il MAUTO, noto nel mondo per la sua eccellenza, conferma insieme ai partner britannici la missione dei musei dell’auto: non semplici luoghi di esposizione, ma centri vivi di studio, formazione e cooperazione internazionale capaci di far viaggiare la storia ancora su strada.

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