Oggi è stata inaugurata una nuova mostra al MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino. Il titolo è “I nemici del Drake. Enzo Ferrari e le scuderie inglesi“. Questa esposizione, in programma fino a domenica 11 ottobre 2026, illustra storiche rivalità del motorsport, attraverso una ricca selezione di monoposto di Formula 1, dispiegate su oltre 2 mila metri quadri di spazio espositivo al piano terra.
Le auto in vetrina compongono un racconto fatto di sperimentazione tecnica, visione, rivalità e progresso. Un universo nel segno delle lotte sportive, delle sfide ingegneristiche e dell’innovazione, che disegnò nuovi orizzonti mentali nel periodo di pertinenza. In questa tela le monoposto si elevarono a simboli di una rivoluzione industriale e culturale capace di ridefinire l’immaginario nel mondo delle corse.
Enzo Ferrari, riferendosi ai rivali inglesi, li etichettava come i “garagisti“. Questi ultimi, giocando sulla leggerezza dei bolidi da corsa, sull’aerodinamica, su telai rivoluzionari e sulla straordinaria velocità dei loro processi di innovazione e di adeguamento ai contesti, misero in discussione, con (relativamente) pochi mezzi, il dominio della scuderia del “cavallino rampante” nel periodo storico attenzionato dalla mostra al MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino.
L’approccio dei team d’oltremanica creò scompiglio su equilibri sportivi che sembravano consolidati, disegnando nuove geometrie agonistiche e valoriali. Con loro si scrissero le note di un cambiamento epocale, fra gli anni ’60 e ’80. Parliamo di un periodo storico vivace, dove la cultura inglese seppe incidere le sue note in vari ambiti: dalla musica alla moda, passando per la fotografia e il cinema.

L’allestimento di cui ci stiamo occupando nasce a cura di Carlo Cavicchi e Mario Donnini, con lo sguardo di Maurizio Cilli. Tuffarsi al suo interno regala la magia di una straordinaria immersione storica nel mondo della Formula 1, mettendo in risalto le diverse culture del motorismo sportivo italiano e anglosassone. Da un lato Enzo Ferrari, alfiere della tradizione, che puntava tutto sui cavalli del motore; dall’altro le scuderie d’oltremanica, che allargavano il campo, attraverso innovazioni concettuali su fronti diversi da quello propulsivo.
La mostra di cui ci stiamo occupando si giova del patrocinio dell’Ambasciata britannica e del nostro Ministero della Cultura e consolida ulteriormente il posizionamento internazionale del MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, come sottolinea il presidente Benedetto Camerana. Le vetture esposte nell’ambito della rassegna “I nemici del Drake. Enzo Ferrari e le scuderie inglesi” danno una rappresentazione plastica del confronto fra le due diverse scuole di pensiero.
Fra le opere del “cavallino rampante” ci sono le 246, 156 e 640 F1, quest’ultima progettata proprio nel Regno Unito. Tra le inglesi si segnala la presenza delle Cooper T51, Brabham BT20, Cooper T81-Maserati, Lotus 72, Lotus 56B, March 701, Tyrrell 005, McLaren M23, Shadow DN1, March 761, March 2-4-0, Surtees TS19, Brabham BT45, Theodore TR1, Arrows A2, Williams FW07, Lotus 88B, Brabham BMW BT54 e McLaren MP4/5.
Il compito di illustrare il periodo attenzionato e le sue storie fa pure leva su 28 caschi e 4 tute di altrettanti piloti. Nella tela espositiva si ritaglia il suo spazio un motore Ford Cosworth DFV, accompagnato da altri elementi di interesse. Completa il quadro della mostra una selezione di 34 scatti di Rainer W. Schlegelmilch, noto come “RWS”, considerato uno dei più grandi fotografi della Formula 1. Le sue immagini trasmettono con straordinaria intensità emotiva e con incredibile qualità tecnica le atmosfere delle gare del Circus e, più in generale, del motorsport.
Con l’inaugurazione della mostra “I nemici del Drake. Enzo Ferrari e le scuderie inglesi”, il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino presenta anche una nuova sezione permanente dedicata alle “stoffe dei campioni”, mettendo in vetrina 21 tute originali appartenute ad alcuni dei più grandi protagonisti del mondo dei Gran Premi. Ci sono, fra le altre, le divise di gara indossate da Nelson Piquet, Alain Prost, Michael Schumacher, Mika Häkkinen, Lewis Hamilton, Fernando Alonso, Max Verstappen e Lando Norris. Un elemento in più per arricchire una trama espositiva di primissimo livello, su scala mondiale.














