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Elkann ricorda la crisi Fiat: «Tanti pensavano fosse finita», poi la svolta con Marchionne

John Elkann ricorda gli anni più difficili della Fiat, quando molti la consideravano ormai finita, e la svolta segnata dalla scelta di Sergio Marchionne

John Elkann

«In quel periodo tanti pensavano che la Fiat fosse finita, l’azienda andava malissimo». John Elkann torna agli anni più difficili del Lingotto durante un’intervista al Made IT Podcast. Il presidente di Exor ripercorre il suo ingresso nel mondo dell’industria, le responsabilità assunte da giovane e le scelte che contribuirono a cambiare il destino dell’azienda. Un racconto che arriva mentre anche Stellantis affronta una fase delicata.

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John Elkann, dalla crisi Fiat alla fiducia nei nuovi imprenditori italiani

Il ricordo della Fiat in difficoltà occupa un posto importante nella conversazione. Elkann entrò giovanissimo nel consiglio di amministrazione e si trovò a vivere dall’interno una stagione nella quale il futuro del gruppo appariva tutt’altro che garantito. Per chi osservava dall’esterno, il declino sembrava ormai difficile da fermare.

La svolta passò anche dalla scelta di Sergio Marchionne, chiamato a guidare un’azienda che aveva bisogno di cambiare profondamente. Nell’intervista, quella decisione diventa l’occasione per parlare di leadership: scegliere le persone, assumersi la responsabilità delle proprie valutazioni e mantenere lucidità quando la pressione aumenta.

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Marchionne ed Elkann

Accanto a Marchionne emerge la figura di Gianni Agnelli. La lezione del nonno riguarda il rapporto tra la storia di un’impresa e la sua capacità di adattarsi. Elkann riassume questo passaggio con una frase: «La continuità non è ripetere il passato, ma avere il coraggio di interpretare il futuro mantenendo saldi i principi fondamentali dell’impresa».

È una riflessione che può essere letta anche alla luce delle difficoltà attuali dell’industria automobilistica. Il richiamo alla crisi Fiat, però, non equivale all’annuncio di nuove misure per Stellantis. Il tema affrontato è più ampio: come accompagnare un’impresa attraverso i cambiamenti senza lasciare che l’urgenza del momento cancelli ogni prospettiva di lungo periodo.

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La conversazione si sposta poi sulle opportunità per chi oggi vuole avviare un’azienda in Italia. Qui trova spazio Vento, il fondo dedicato agli investimenti nelle prime fasi di sviluppo delle nuove imprese e sostenuto da Exor.

Secondo i numeri riportati, l’iniziativa ha contribuito alla nascita di 217 aziende, alla creazione di oltre 3.000 posti di lavoro e a una raccolta complessiva superiore a 55 milioni di euro. L’attenzione è rivolta agli imprenditori italiani che cercano risorse e contatti per trasformare un progetto in un’attività capace di crescere.

Elkann e Marchionne

Per Elkann, il talento nel Paese non manca. Il problema è offrire ai giovani più ambiziosi ragioni concrete per costruire qui la propria impresa, potendo raggiungere anche mercati internazionali.

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L’intelligenza artificiale e la trasformazione del lavoro rendono questa sfida ancora più attuale. Servono capitali, competenze e occasioni di confronto, soprattutto nei primi anni di attività. È su questo terreno che il discorso passa dall’eredità industriale della famiglia alle possibilità di una nuova generazione di imprenditori.