Stellantis sta provando a cambiare approccio sulla qualità, dopo anni nei quali alcuni problemi tecnici hanno finito per pesare sull’immagine dei suoi marchi. Il gruppo, che comprende Citroën, DS Automobiles, Peugeot, Opel, Vauxhall, Fiat, Jeep e Alfa Romeo, vuole intervenire prima, quando un’anomalia comincia a emergere, evitando che si trasformi in un problema diffuso tra migliaia di automobilisti.
Stellantis cambia strategia per evitare gli errori commessi con il PureTech
La richiesta arriva da Antonio Filosa, che ha indicato la qualità come una delle priorità della nuova gestione. Il riferimento più evidente è alla vicenda dei motori 1.2 PureTech, le cui criticità hanno coinvolto numerosi modelli e costretto il gruppo a gestire riparazioni, richieste di assistenza e campagne dedicate. L’obiettivo, oggi, è fare in modo che casi simili vengano riconosciuti in anticipo e affrontati con maggiore rapidità.
Per riuscirci, Stellantis ha creato nuovi gruppi di lavoro dedicati a componenti e sistemi specifici. Non si tratta quindi di una struttura che osserva la vettura nel suo insieme, ma di squadre incaricate di seguire da vicino le parti che mostrano segnali anomali. I tecnici analizzeranno i dati provenienti dalle automobili, dalle officine e dalla rete dei concessionari, cercando di collegare più velocemente i sintomi alla loro causa.
Questo passaggio è diventato più complicato rispetto al passato. Un’auto moderna non è fatta soltanto di motore, cambio e sospensioni, ma integra numerose centraline, sensori, radar, sistemi di assistenza e programmi software. Quando compare un difetto, capire da dove arrivi non è sempre immediato. Un malfunzionamento può dipendere da un componente meccanico, da un collegamento elettrico o da una riga di codice. Prima di individuare il responsabile possono quindi trascorrere settimane.
Stellantis sta cercando di rafforzare anche il rapporto con i fornitori. Molti componenti vengono progettati o prodotti da aziende esterne e, se lo scambio di informazioni non è rapido, il problema rischia di rimbalzare da un reparto all’altro. Condividere prima i dati e lavorare insieme sulle anomalie dovrebbe permettere di intervenire già nelle fasi iniziali, prima che sia necessario richiamare un numero elevato di vetture.
Nel 2025 il gruppo ha assunto oltre 2.000 ingegneri, soprattutto in Nord America, proprio per sostenere i cambiamenti nella produzione e nella gestione della qualità. I primi risultati comunicati da Stellantis sono incoraggianti: dall’inizio dello scorso anno, le segnalazioni di problemi durante il primo mese di utilizzo sono diminuite di oltre il 50% in Nord America e di più del 30% in Europa.
Durante la presentazione dei risultati del secondo trimestre 2026, Filosa ha parlato anche di un miglioramento dell’indice relativo ai primi tre mesi di vita delle vetture: 38% in Nord America e 24% in Europa. Sono comunque dati elaborati internamente dal costruttore. La verifica più importante arriverà nel tempo, osservando quanti clienti dovranno tornare in officina e quanto dureranno i problemi.
Parallelamente, Stellantis ha avviato un programma di creazione di valore che coinvolge circa 3.000 persone. Sono state individuate 9.000 possibili aree di intervento e il gruppo punta a ottenere risparmi annuali per 6 miliardi di euro entro il 2028. Per chi acquista una vettura, però, la misura del successo sarà molto più concreta: meno guasti, richiami più tempestivi e meno giornate trascorse in officina.


