Dacia ha trasferito in Europa la produzione della nuova Spring, che nasce nello stabilimento Renault di Novo Mesto, in Slovenia, insieme alla Twingo E-Tech. Il cambiamento sostiene la strategia di Bruxelles per mantenere sul continente la fabbricazione delle elettriche accessibili, ma non implica l’abbandono degli impianti cinesi del gruppo, dove potrebbe arrivare una piccola vettura derivata dal concept Hipster.
Dacia Spring prodotta in Slovenia: Bruxelles sostiene il ritorno delle elettriche economiche in Europa
La seconda generazione della Spring è stata presentata l’8 settembre e cambia base tecnica, utilizzando la piattaforma RG-EV small condivisa con Twingo e Nissan Pixo. In Italia Dacia ha annunciato prezzi da 17.900 euro per l’allestimento Expression e 19.500 euro per la Journey. Entrambe montano una batteria LFP da 27,5 kWh e un motore da 60 kW, con un’autonomia dichiarata fino a 250 chilometri WLTP.
L’espansione della produzione sta già modificando l’attività di Revoz, la società Renault che gestisce la fabbrica slovena. Secondo quanto riferito dal direttore Jože Bele a 24ur, dopo l’avvio della Twingo elettrica è partita a settembre anche la Spring, mentre proseguono i preparativi per la Nissan Pixo. Nell’ultimo anno sono state assunte 700 persone e almeno altre 300 dovrebbero entrare entro dicembre, portando l’organico a circa 2.500 dipendenti.
Stéphane Séjourné ha visitato l’impianto il primo ottobre, sostenendo che produrre elettriche economiche in Europa sia possibile e che questa scelta garantisca lavoro anche ai fornitori. Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea collega il trasferimento della Spring alla difesa della produzione locale, chiedendo che il sostegno pubblico contribuisca a conservarne occupazione e competenze. Inoltre, ha aggiunto che spostare la produzione dei modelli dalla Cina all’Europa “dovrebbe essere la norma”.
La proposta dell’Industrial Accelerator Act, presentata il 4 marzo, interviene proprio su questo rapporto fra finanziamenti pubblici e industria. Bruxelles intende utilizzare incentivi e appalti per favorire prodotti europei e a basse emissioni, introducendo requisiti sull’origine produttiva. Il provvedimento rimane una proposta legislativa, distinta dalle misure doganali già applicate alle automobili elettriche provenienti dalla Cina.
Dacia potrebbe comunque mantenere una produzione cinese con un’offerta collocata sotto la Spring. Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, nel corso del 2027 dovrebbe arrivare sul mercato una versione di serie della Hipster, sviluppata con il contributo dell’impianto di Shiyan, condiviso con Dongfeng e Nissan. Il progetto punta a contenere i costi riutilizzando, dove possibile, componenti della precedente Spring.
L’ipotesi riguarda un quadriciclo, con uno studio anche per una variante a due posti. Una classificazione L6e o L7e lo escluderebbe dai dazi compensativi europei specifici sulle auto elettriche cinesi, pur lasciando applicabili gli ordinari obblighi d’importazione.




