Un prototipo di Dodge Charger Daytona gira per le strade americane con qualcosa di diverso sotto il pianale. Non si tratta di un aggiornamento software, non è neanche qualcosa di cui non si è mai sentito parlare, perdipiù su una Charger elettrica. Il test ha come protagonista un pacco batterie allo stato solido firmato Factorial. È così che le celle di questo tipo vengono integrate in un veicolo Stellantis e portate fuori da un laboratorio.

Le batterie a stato solido sono l’argomento che il settore rimanda da anni, quasi perché scomodo. Promettono tutto quello che le celle agli ioni di litio tradizionali faticano a mantenere: densità energetica superiore, tempi di ricarica ridotti, maggiore affidabilità termica. Il problema è che, fino ad oggi, la distanza tra la promessa e la realtà produttiva era rimasta invariata. Con questo programma di test di Stellantis e Factorial qualcosa si muove, anche se la prudenza resta d’obbligo.
La tecnologia in questione si chiama FEST, Factorial Electrolyte System Technology, e i numeri dichiarati nel 2025 sono tutt’altro che trascurabili: 375 wattora per chilogrammo di densità energetica, ricarica dal 15 al 90% in 18 minuti netti, funzionamento garantito tra i -30 e i +45 gradi centigradi. Stellantis ha integrato queste celle nel pacco batterie esistente della Charger Daytona attraverso una nuova architettura meccanica, ridisegnando anche i sistemi di controllo per non sacrificare sicurezza e durata.

La partnership tra le due aziende non è nuova. L’intenzione di costruire una flotta di test era stata annunciata lo scorso autunno, con l’avvio previsto nel 2026. Puntuale, la conferma è arrivata. Del resto, una Charger Daytona con quella livrea caratteristica era già comparsa allo Stellantis Investor Day tenutosi ad Auburn Hills, difficile non notarla.
Quel che manca è qualsiasi indicazione sulla durata del programma e su quando aspettarsi le batterie a stato solido Factorial su un veicolo di produzione. Stellantis non si sbilancia. Diverse case hanno promesso l’arrivo di questa tecnologia entro il 2030, e quella data continua a fare da orizzonte collettivo del settore.
