in

Stellantis, Filosa rassicura la Francia: “Forti investimenti e nessuna fabbrica chiusa”

Antonio Filosa prova a rassicurare la Francia e a ribadire il ruolo centrale del Paese nella strategia di Stellantis. Il gruppo annuncia un piano da un miliardo di euro per Mulhouse e Rennes, promette di non chiudere stabilimenti e rilancia i marchi Peugeot, Citroën e DS nel quadro del piano faSTLAne 2030.

Antonio Filosa

Antonio Filosa prova a rassicurare la Francia e, allo stesso tempo, a ridisegnare il baricentro della nuova Stellantis. Dopo settimane in cui l’attenzione del gruppo sembrava orientata soprattutto verso gli Stati Uniti, il nuovo amministratore delegato ha scelto Parigi per mandare un messaggio chiaro a dipendenti, istituzioni e filiera: la Francia resterà centrale nella strategia industriale del gruppo.

Advertisement

Filosa rilancia il ruolo della Francia con un piano da un miliardo, promettendo investimenti, posti di lavoro e nessuna chiusura di fabbriche

Il segnale più forte arriva dagli investimenti. Stellantis ha annunciato un piano da un miliardo di euro nel Paese, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità del sito di Mulhouse e il futuro dello stabilimento di Rennes, anche attraverso una partnership con il gruppo cinese Dongfeng. Una mossa delicata, in un momento in cui il costruttore deve fare i conti con la sovrapproduzione e con interrogativi sempre più pressanti sul destino di alcuni impianti europei.

Filosa ha voluto mettere un punto fermo: l’obiettivo è “mantenere e sviluppare l’attività e i relativi posti di lavoro in Francia, senza chiudere alcuno stabilimento”. Una frase pesante, pensata per spegnere i timori e riportare fiducia in una fase di grande trasformazione.

Advertisement

Negli ultimi mesi, la nomina di Filosa e la presentazione del piano strategico faSTLAne 2030 avevano dato l’impressione di uno spostamento deciso verso il Nord America. Non a caso, lo stesso manager ha ricordato in un intervento su Le Figaro l’importanza del mercato statunitense, definendo la sua redditività “la condizione per la salute della nostra azienda”. Ma il numero uno di Stellantis sa bene che il futuro del gruppo non può reggersi solo sugli Stati Uniti.

Da qui la scelta di rilanciare il ruolo dell’Europa e, in particolare, della Francia. “Avviciniamo le nostre decisioni ai clienti”, ha spiegato Filosa, richiamando il nuovo modello organizzativo basato sulla regionalizzazione. L’idea è rendere Stellantis più rapida, più vicina ai mercati e meno distante dalle esigenze reali degli automobilisti.

Advertisement

Il manager ha insistito anche su un altro concetto: “Forza globale, orgoglio locale”. Una formula che riassume l’identità che Stellantis vuole darsi in questa nuova fase. Da un lato, la dimensione internazionale di un gruppo con 14 marchi. Dall’altro, il radicamento nei territori, nelle comunità e nelle reti commerciali.

Il nodo, però, resta complesso. Negli ultimi anni il rapporto con clienti e distributori si è incrinato, anche per scandali tecnici e campagne di richiamo che hanno colpito la fiducia verso alcuni marchi. Filosa lo sa e punta a ricostruire partendo proprio dai brand francesi.

Peugeot sarà chiamata a un’offensiva nel segmento C, definito il cuore del mercato europeo. Citroën prepara sette lanci nei prossimi cinque anni, compreso il ritorno della 2CV. DS, invece, rinnoverà la DS N°7 nel tentativo di rilanciare un marchio raffinato, ma oggi in difficoltà commerciale.

Advertisement

FaSTLAne 2030 è un piano ambizioso per la Francia”, ha ribadito Filosa. La sfida è enorme: difendere fabbriche e occupazione, rilanciare marchi storici e competere in un mercato europeo ancora incerto. Ma il messaggio, questa volta, è netto: Stellantis non vuole lasciare indietro la Francia.