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Stellantis, la Fiom frena l’entusiasmo: “Il 2025 è stato l’anno peggiore del gruppo, in Italia la crisi non è affatto superata”

Per il sindacato, il quadro italiano resta molto più fragile di quanto il racconto aziendale lasci intendere

Stellantis

L’ottimismo espresso dai vertici di Stellantis sul futuro del gruppo non convince del tutto la Fiom Cgil, che invita a leggere con maggiore prudenza le parole del presidente John Elkann e dell’amministratore delegato Antonio Filosa. Secondo Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom Cgil, e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive Fiom Cgil, il 2025 resta un anno molto pesante per il gruppo, al punto da essere considerato il peggiore della sua storia. Per questo, spiegano i due dirigenti sindacali, le recenti dichiarazioni andrebbero inserite in un contesto ancora molto critico.

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La Fiom frena l’entusiasmo di Stellantis: “La situazione in Italia rimane drammatica”

Per la Fiom, infatti, la situazione negli stabilimenti italiani continua a presentare elementi di forte difficoltà. Pur riconoscendo che tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 siano partite nuove produzioni, il sindacato sottolinea come in diversi siti industriali il quadro rimanga problematico, con volumi ancora insufficienti e un ricorso esteso agli ammortizzatori sociali.

Lodi e D’Alessio osservano che l’assegnazione di nuovi modelli può certamente rappresentare un primo passo verso il recupero produttivo. È il caso, per esempio, della Fiat 500 ibrida a Mirafiori e della Jeep Compass ibrida a Melfi. Tuttavia, secondo la Fiom, queste decisioni non sarebbero ancora sufficienti a garantire la piena saturazione dei due impianti. Il loro effetto, spiegano, potrebbe favorire soltanto un rientro graduale dei lavoratori dalla cassa integrazione, ma non risolvere strutturalmente i problemi aperti.

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Stellantis Melfi

Un altro nodo centrale, secondo il sindacato, riguarda l’occupazione. In Italia, sostiene la Fiom, da anni Stellantis non mette in campo un vero processo di rigenerazione della forza lavoro. Le uscite volontarie attivate dall’azienda negli ultimi anni, non accompagnate dall’ingresso di giovani, vengono lette come uno strumento che ha finito per ridimensionare ulteriormente i siti produttivi. La richiesta è dunque quella di nuove assunzioni, non solo nell’area tecnica e ingegneristica, ma anche tra i lavoratori direttamente impiegati in produzione, con l’obiettivo di avviare un reale ricambio generazionale e creare occupazione stabile.

Nel mirino del sindacato c’è anche la geografia degli investimenti annunciati dal gruppo. Secondo Lodi e D’Alessio, i miliardi promessi da Stellantis per gli Stati Uniti e il Nord Africa non trovano oggi un riscontro analogo in Italia. Per questo la Fiom ritiene necessario aprire un confronto specifico con le organizzazioni sindacali prima dell’Investor Day del 21 maggio, così da discutere un vero piano per l’occupazione e la produzione, con attenzione concreta ai singoli stabilimenti italiani.

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fiat 500 hybrid

Infine, i due dirigenti criticano anche il calendario istituzionale dell’audizione di Antonio Filosa in Commissione Attività produttive della Camera, prevista solo un mese dopo l’Investor Day. Una tempistica che, secondo la Fiom, rischia di arrivare quando le decisioni sul futuro di Stellantis in Italia potrebbero essere già state prese.

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