Via libera in tempi record per l’assemblea di Stellantis, chiusa ad Amsterdam con l’approvazione di tutti i punti all’ordine del giorno. Un passaggio “molto veloce rispetto a qualsiasi standard”, ha osservato in chiusura il presidente John Elkann, che ha incassato anche il rinnovo del proprio mandato come amministratore esecutivo. I soci, presenti con il 64,16% del capitale, hanno approvato il bilancio 2025, archiviato con una perdita netta di 22,33 miliardi di euro, e hanno dato l’ok alla scelta di non distribuire dividendi.
Nonostante le perdite record l’assemblea riconferma la fiducia a John Elkann
Il dato più pesante resta proprio quello dei conti: il 2025 è stato il peggior esercizio dalla nascita del gruppo, segnato da un forte impatto di svalutazioni e oneri straordinari per 25,4 miliardi, legati soprattutto al “riallineamento strategico” avviato nei mesi scorsi dal ceo Antonio Filosa. A fronte di ricavi netti pari a 153,5 miliardi, anche il cash flow è rimasto in territorio negativo per 4,5 miliardi, nonostante un miglioramento nella seconda parte dell’anno.
“Il 2025 è stato un anno di cui nessuno di noi può definirsi orgoglioso, ma è stato importante per resettare e creare la base per un futuro solido”, ha detto John Elkann. Il presidente ha rivendicato la rapidità con cui il gruppo ha reagito a un contesto definito complesso, tra dazi, incertezza normativa, concorrenza crescente e instabilità geopolitica. “Entriamo nel 2026 con umiltà e con rinnovata fiducia nella nostra capacità di affrontare le sfide”, ha aggiunto, rinviando al 21 maggio la presentazione della nuova fase della strategia del gruppo.

Sul fronte governance, John Elkann è stato confermato con l’89,7% dei voti presenti. Rinnovato anche il mandato dei consiglieri non esecutivi Robert Peugeot e Henri de Castries, mentre nel board entra Juergen Esser, manager di Danone, portando a 12 i componenti del consiglio.
Filosa ha definito il 2025 “un anno di transizione”, segnato da difficoltà economiche, interruzioni della supply chain e nuove pressioni di mercato. Il reset, ha spiegato, è stato “doloroso ma necessario” per correggere la rotta, rafforzare il modello operativo e riportare clienti e redditività al centro della strategia.
