C’è davvero qualcosa che un uomo, Donald Trump, che è tornato sulla poltrona della Casa Bianca e che sembra trasformare in oro tutto ciò che tocca può desiderare ancora? Pare proprio che possa esserci spazio per una plusvalenza automobilistica da capogiro. Mentre le politiche protezionistiche dividono l’elettorato, il mercato del collezionismo ha già espresso il suo verdetto. Ebbene, una Ferrari F430 appartenuta a Donald Trump può tranquillamente ignorare le leggi del mercato e vedere il proprio valore all’asta schizzare verso l’alto.
Normalmente, questa berlinetta Ferrari si aggira tra i 100.000 e i 200.000 euro, ma l’esemplare “presidenziale” è stato battuto all’asta Mecum Kissimmee in Florida per la cifra record di 633.900 euro.

Acquistata nel 2007, quando il tycoon era “solo” un imprenditore di successo, la vettura riporta sul libretto l’indirizzo della Trump Tower di New York. Con appena 15.493 chilometri percorsi, la F430 rossa fiammante è passata dall’essere una comune supercar a un oggetto del contendere per appassionati disposti a pagare il triplo del valore di mercato per un briciolo di carisma presidenziale.
Il garage di Trump è un mix eclettico. Si va dalle limousine Cadillac Golden ed Executive del 1980 alla Rolls-Royce Silver Cloud del ’56, passando per una Lamborghini Diablo VT Roadster e persino una delle prime Tesla Roadster.

Eppure, il fascino della Ferrari F430, erede della 360 Modena e frutto dell’estro di Frank Stephenson e Pininfarina, non ha eguali. Sotto il cofano batte un motore V8 da 4,3 litri da 315 km/h di velocità massima, sviluppato in collaborazione con Maserati e infarcito di know-how derivato dalla Formula 1. Con uno scatto 0-100 km/h in 4,0 secondi e un’aerodinamica che genera 290 kg di deportanza senza bisogno di spoiler eccessivi, la F430 è un concentrato di eccellenza ingegneristica italiana. Qui, però, il Launch Control di derivazione F1 non c’è dato che era disponibile solo per il mercato europeo.
