Non ha lo stesso appeal della leggendaria versione da corsa, ma anche la Lancia Stratos HF Stradale è un boccone prelibato per gli appassionati e, soprattutto, per i collezionisti. A questi ultimi sta facendo drizzare le antenne il fatto che un esemplare della specie stia per tornare sul mercato, nell’asta di Gooding Christie’s del 29 gennaio, a Rétromobile Parigi 2026. Si può prevedere una sfida a suon di rilanci per entrarne in possesso.
La vettura offerta alla tentazione dei potenziali acquirenti in terra di Francia è quella con telaio numero 001932. Fu completata nel 1975 e si concede alla vista con una sgargiante finitura Celeste (Sky Blue), che ne valorizza al meglio i tratti. Guidata con parsimonia durante il suo ciclo di vita, ha accumulato solo 2.000 chilometri. Praticamente è stata sempre in garage. Sicuramente è fra le Lancia Stratos Stradale con minore percorrenza in assoluto. Versa in condizioni originali e scatena più di una pulsione allo shopping in chi può permettersi una spesa di grande consistenza.
L’esemplare in catalogo è perfettamente conservato. Non ha mai subito un restauro, quindi le condizioni sono di originalità estrema. Un valore aggiunto, nella dimensione storica e culturale. Possiamo parlare di un affascinante esempio di capsula del tempo. Per questa Lancia Stratos Stradale gli esperti hanno stimato un valore compreso fra 750 mila e 850 mila euro. Difficile, al momento, fare previsioni, perché in casi del genere le cifre offerte subiscono l’influsso della temperatura in sala, ossia della febbre allo shopping degli autori dei rilanci. Fra qualche settimana sapremo come andrà a finire.
Sicuramente le cifre in ballo saranno alte, almeno per gli standard della gente comune. Del resto, qui parliamo di un modello iconico, di un pezzo di storia dell’automobile. Per oltre 45 anni questa vettura è appartenuta al grande collezionista emiliano Mario Righini, che l’ha custodita con amore e con la forza della sua incontenibile passione. Un trattamento dello stesso tenore, probabilmente, gli riserverà il futuro proprietario.
Sotto il cofano posteriore della Lancia Stratos Stradale trova accoglienza un motore V6 da 2.418 centimetri cubi di cilindrata, con angolo di 65° fra le bancate. Questo cuore, proveniente da Maranello e alimentato da 3 carburatori Weber 40 IDF, è in grado di sviluppare una potenza massima di 190 cavalli a 7.000 giri al minuto e una coppia massima di 23 kgm a 4.000 giri al minuto. L’energia viene trasmessa alle ruote posteriori, con la grinta Ferrari, tramite un cambio manuale a 5 marce.
Grazie al peso contenuto, le prestazioni erano di adeguato livello nel suo periodo storico, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di 7 secondi e un passaggio da 0 a 160 km/h in circa 18 secondi. La punta velocistica si spinge nel territorio dei 225 km/h. Ai freni a disco Girling, presenti su tutte e quattro le ruote, il compito di contrastare con efficacia il vigore del mezzo, regalando un buon mordente durante l’azione. Fra le caratteristiche architettoniche della coupé torinese, il passo corto e le carreggiate larghe, per un comportamento agile e maneggevole.
La Lancia Stratos è una creatura entrata nell’immaginario collettivo, grazie ai positivi riflessi delle imprese vincenti della versione da gara. Anche quella stradale, comunque, ha il suo innegabile carisma. Splendido il design di Marcello Gandini per Bertone. Qui prevalgono le linee a cuneo, uniche e inconfondibili. Il risultato del lavoro creativo è un’auto che somiglia a un’astronave o, comunque, a un mezzo venuto dallo spazio.
Esotico l’abitacolo, che profuma di corse. In pratica è una bolla definita da una cellula di sicurezza in acciaio, cui sono saldati due telai a tubi quadri di acciaio, a supporto del gruppo propulsivo e delle sospensioni. Incredibile il palmares della versione da gara della Lancia Stratos, che assicurò alla casa madre il titolo costruttori del mondiale rally nel 1974, 1975 e 1976. Nel 1977, con questo modello, Sandro Munari si assicurò il campionato piloti.
Fonte | Gooding Christie’s
