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Dino 246 GT: in Florida va all’asta un esemplare molto particolare

Si profila una vendita a suon di rilanci, per l’interesse suscitato dal modello.

Dino 246 GT
Foto da profilo Facebook Gooding Christie's

La Dino 246 GT è una delle auto più belle e coinvolgenti di tutti i tempi. Vederne una per strada è sempre una grande emozione, che inebria il cuore. Ogni incontro con lei regala felici brividi sensoriali. Talvolta qualche esemplare della specie finisce all’asta, per la gioia dei collezionisti in cerca di qualcosa di straordinario. Gooding Christie’s, in questo ambito, offre una nuova opportunità a chi volesse tentare lo shopping. A inizio marzo, infatti, metterà in vendita a Amelia Island quella con telaio numero 04860.

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Si tratta di una vettura con specifiche europee, la cui nascita risale al 1972. Sicuramente non mancherà l’interesse nei suoi confronti, ma per tradurre il sogno in realtà ci vorranno davvero tanti soldi. Per i comuni mortali, costretti a fare i conti con mille ristrettezze nella vita quotidiana, questa magnifica opera della casa del “cavallino rampante” continuerà a rimanere nel mondo dei sogni.

La Dino 246 GT messa all’asta in Florida vanta una storia interessante e gode di una notevole rarità, essendo una delle sole 52 verniciate in fabbrica nel sorprendente Blu Chiaro Metallizzato (Light Blue Metallic), improntato all’eleganza.

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Dal 2024 appartiene al venditore, che vi ha speso circa 50 mila dollari durante la sua gestione, per consegnarla al massimo stato di forma, col supporto di grandi specialisti. Le stime della vigilia danzano in un range da 475.000 e 550.000 dollari.

Il vigore dinamico del modello giunge da un motore V6 da 2.4 litri di cilindrata, alimentato da 3 carburatori Weber. La potenza massima si ferma a quota 195 cavalli, espressi a 7.600 giri al minuto. Questa energia viene trasmessa alle ruote posteriori mediante un cambio manuale a 5 marce. Molto tonico il quadro prestazionale. La Dino 246 GT accelera da 0 a 100 km/h in 7.2 secondi ed è in grado di raggiungere una punta velocistica di 235 km/h. Come riferito in un’altra circostanza, con lei Enzo Ferrari portò al debutto il motore posteriore su un’auto stradale.

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La presentazione del modello avvenne al Salone dell’Auto di Torino del 1969. Questa coupé fece seguito alla precedente 206 GT, recuperando un motore più corposo, un passo leggermente più lungo e un blocco motore plasmato con ingrediente diverso. I pannelli principali della carrozzeria erano ora realizzati in acciaio.

La Dino 246 GT che si appresta a passare sotto il martello del banditore fu consegnata nuova in Libano, tramite la concessionaria del marchio di Beirut. Nel 1977, fu importata negli Stati Uniti da Werner Schoch, dove è rimasta fino ad oggi, pur se cambiando talvolta area geografica e più di una volta il proprietario. Le sue condizioni sembrano magnifiche, direi da concorso.

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Superfluo dire che si tratta di un’opera d’arte dal punto di vista estetico. Questa è, senza ombra di dubbio, una delle Ferrari più sensuali di sempre, anche se non porta il “cavallino rampante” sul cofano. Amarne i lineamenti è un fatto naturale, per il fascino dello stile Pininfarina, che si respira a pieni polmoni. Dire che si tratti di un capolavoro non è una concessione dialettica generosa, ma il riflesso di una realtà oggettiva. Fra i punti di forza della Dino 246 GT va menzionata l’ottima maneggevolezza, ma è l’intero pacchetto a brillare. Beato chi potrà concedersi l’esemplare all’asta.

Fonte | Gooding Christie’s

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