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Fiat 500 “Topolino”: 90 anni per la prima vera utilitaria

Per entrare nella storia non bisogna per forza essere delle auto da sogno. Topolino docet!

Fiat 500 Topolino
Foto Stellantis Heritage

La Fiat 500 “Topolino” ha allargato le maglie della mobilità, rendendo più ampiamente accessibili le trasferte a quattro ruote. Possiamo considerarla come la prima utilitaria, non soltanto fra quelle nate nel Belpaese. Questa automobile aveva le credenziali giuste per affermarsi in un mercato sempre più bisognoso di mezzi a motore.

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Fra i suoi punti di forza, la grande semplicità costruttiva, da cui derivavano un prezzo di acquisto relativamente contenuto e dei costi di gestione più vicini alle capacità di spesa dell’italiano medio, che non sguazzava fra banconote di grande taglio.

Il limite era nei due soli posti interni, ma questo si poteva fare in quegli anni per andare incontro alle grandi masse. In realtà si coglieva l’accenno di un divano posteriore, in grado però di ospitare un passeggero solo a tetto aperto, nella versione trasformabile. Per l’altra, ossia per la sorella chiusa, non c’era invece spazio per altri ospiti, neanche a pensarci.

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Sicuramente la vettura in esame concorse in modo rilevante alla motorizzazione dell’Italia. Nel 2026 si festeggia il suo novantesimo compleanno: una ricorrenza importante, che merita di essere celebrata con tutti gli onori. Per quel che ci riguarda, nel nostro piccolo, lo facciamo con questo tributo alla memoria.

Fiat 500 Topolino
Foto Stellantis Heritage

Il nome ufficiale era Fiat 500, ma subito alla piccola di casa Agnelli venne affibbiato l’appellativo di “Topolino”, col quale è universalmente nota, per l’aspetto frontale che evoca i lineamenti di Mickey Mouse, con i gruppi ottici simili alle orecchie del personaggio di Walt Disney.

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La nascita del modello avvenne con l’intento di proporre un prodotto economico, capace di dare una svolta alla mobilità del Belpaese. I vertici della casa torinese volevano che fosse in grado di soddisfare due requisiti imprescindibili: posizionamento di listino basso e costi di gestione molto contenuti. Entrambi gli obiettivi furono conseguiti nel migliore dei modi dallo staff tecnico.

Questo diede vita a un prodotto innovativo nella sua semplicità, anzi tale proprio per la sua semplicità, che non era mancanza di contenuti, ma genialità creativa. La lunga permanenza in listino, che si protrasse sul mercato, in tre diverse serie, fino al 1955, fu il sigillo della bontà della formula. I manager avevano visto bene.

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Compatta ed economica, la Fiat 500 “Topolino” suscita simpatia, per i suoi tratti sinuosi e per le alchimie da cartone animato. C’è gusto nella sua composizione, pur se espresso con formule semplificate, ma pregnanti, che producono interesse. Il progetto prese forma con la regia di un ingegnere giovane ma molto promettente, entrato anche lui nella storia: Dante Giacosa.

Fiat 500 Topolino
Foto Stellantis Heritage

Qui bisognava badare al sodo, perché il mantra era il contenimento dei costi. In tal senso va letta la scelta di un’architettura convenzionale, con motore anteriore e trazione posteriore. Da evidenziare la scelta di collocare l’unità propulsiva a 4 cilindri in linea da 569 centimetri cubi di cilindrata davanti all’asse anteriore.

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Era questo un elemento di forte novità, che migliorava gli spazi abitabili, nonostante il dimensionamento mignon del veicolo. Diciamo che il cuore era a sbalzo, ma in posizione opposta a quella delle successive Porsche 911, che avevano anch’esse il motore a “mensola”.

L’anima energetica della Fiat 500 “Topolino” metteva sul piatto una potenza massima di 13 cavalli, esercitati su un peso di 740 kg a pieno carico. Ovviamente, con cifre del genere, non ci si poteva aspettare performance da bolide per la Targa Florio o la Mille Miglia.

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Per la specifica missione, tuttavia, il tono muscolare andava abbastanza bene. Meglio dire che ci si poteva accontentare. Oltretutto, gli 85 km/h di punta velocistica, per un’auto non pensata per le grandi trasferte, non erano proprio da buttare, specie tenendo conto della rete viaria dell’epoca.

Fiat 500 Topolino
Foto Stellantis Heritage

Presentata ufficialmente al grande pubblico quando le lancette del tempo segnavano il mese di giugno del 1936, la Fiat 500 “Topolino” si prepara a festeggiare il suo 90° compleanno. A differenza di quanto successo per altri modelli, la sua forza di richiamo è intensa anche ai nostri giorni. Vederla continua a scatenare interesse e simpatia, esattamente come quando fu lanciata.

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Disponibile sia in versione berlina che trasformabile (ossia con tettuccio in tela apribile), l’utilitaria in esame guadagna ulteriori note di appeal in quest’ultima veste, che allarga il campo della fruizione, aggiungendo la magia della guida en plein air, impagabile in primavera e in estate.

Per avere la Fiat 500 “Topolino”, nell’anno del suo esordio, bisognava spendere 8.900 Lire, pari a circa venti mensilità di un operaio specializzato di quel tempo. I numeri di mercato si spinsero ben oltre le già buone previsioni fatte dai vertici aziendali, a riprova della riuscita del modello, che intercettò al meglio i bisogni della clientela, anche se non era propriamente un’auto alla portata di tutti.

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Nella primavera del 1948 nacque la seconda serie, nota come “500 B”, piuttosto simile alla precedente nell’aspetto esteriore, ma con alcune variazioni tecniche di non secondaria importanza. Nel flusso del rinnovamento rientrava l’arrivo della versione “Giardiniera”.

Stiamo parlando di una piccola familiare con quattro posti e portellone posteriore, che può essere considerata la prima station wagon al mondo ad essere stata plasmata in grande serie. Al Salone di Ginevra nel marzo 1949 fece il suo esordio la terza serie della Fiat 500 “Topolino”: la C, significativamente rivista nel look, con fari incassati nei parafanghi, calandra a sviluppo orizzontale e diversi altri aggiornamenti, il cui ciclo di vita si spinse fino al 1955. Qui però ci occupiamo della prima serie, perché è lei a compiere il novantesimo anniversario. Auguri, piccola regina.

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Fonte | Stellantis Heritage

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