Come vi abbiamo scritto prima di Natale, il 2026 per lo stabilimento Stellantis di Cassino inizia male con uno stop alla produzione fino a metà mese. Questo si preannuncia solo come il primo di numerosi fermi dovuti al forte calo della domanda per le auto che sono prodotte nella fabbrica di Piedimonte San Germano. Ci riferiamo naturalmente a Alfa Romeo Stelvio e Giulia oltre che a Maserati Grecale. Possiamo con buona certezza affermare che Alfa Romeo e Cassino sono tra le maggiori vittime, insieme a Maserati, della prematura rivoluzione elettrica di Stellantis fortemente voluta dall’ex CEO Carlos Tavares che sta causando non pochi problemi al marchio del biscione e al suo stabilimento di riferimento.
Le auto elettriche e le strategie di Stellantis hanno spinto nel baratro Cassino e Alfa Romeo
A Cassino infatti sarebbero dovute essere prodotte già da quest’anno le nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia ma come sappiamo le cose non andranno così. Infatti queste inizialmente sotto l’ex CEO Imparato dovevano essere solo elettriche. Con l’avvento di Antonio Filosa alla guida di Stellantis e quello di Santo Ficili a capo del biscione si è capito che per evitare il baratro si doveva cambiare completamente strategia inserendo nella gamma delle due auto anche motori termici.
Questo però sta causando non pochi problemi per il lancio dei due modelli rinviati a data da destinarsi con la fabbrica di Cassino che probabilmente ancora per un paio di anni rimarrà con poco o niente da fare. La vita delle attuali Giulia e Stelvio è stata prolungata ma ormai le vendite sono quelle che sono dunque garantire livelli di produzione elevati è impossibile Dopo le circa 18 mila unità prodotte complerssive dello scorso anno adesso i sindacati prevedono nel 2026 per Cassino meno di 13 mila auto prodotte.

L’adozione dei veicoli elettrici in Europa continua a incontrare ostacoli significativi: prezzi elevati, limiti al potere d’acquisto e vincoli di utilizzo hanno rallentato la diffusione, inducendo persino l’UE a concedere una proroga per i motori a combustione interna oltre il 2035.
In questo scenario, i costruttori stanno rivisitando le proprie strategie. Stellantis, sotto la guida del nuovo CEO, adotta un approccio pragmatico: la transizione non sarà esclusivamente elettrica, ma bilanciata. Il gruppo punta su ibridi leggeri a 48V, ibridi convenzionali, plug-in (PHEV) e veicoli elettrici, mentre alcuni motori a combustione ritornano protagonisti, come il V8 di RAM e la Fiat Grande Panda.
Questa strategia ha implicazioni dirette per Alfa Romeo. La Stelvio elettrica, attesa nel 2025, e la Giulia elettrica, prevista per il 2026, rischiano ritardi a causa della necessità di adattare la piattaforma STLA Large ai propulsori ibridi. L’obiettivo iniziale del marchio di diventare 100% elettrico entro il 2027 si trova ora sotto pressione, tra rallentamento della domanda e dazi USA.

Nello stabilimento di Cassino, i dipendenti guardano con speranza al modello Mirafiori, dove la Fiat 500 ibrida ha rilanciato la produzione, auspicando un futuro simile per Alfa Romeo e i suoi ibridi. Si spera naturalmente che già nel corso del 2026 possano arrivare buone notizie per il futuro della fabbrica e che l’arrivo dei nuovi modelli sia anticipato al prima possibile.
