Classifica auto globale 2025: tre colossi cinesi entrano tra i primi dieci

BYD supera Ford, Geely entra per la prima volta nella top ten globale: la Cina riscrive la classifica dell’auto con tre colossi tra i primi dieci.
BYD showroom BYD showroom

La Cina (da un bel po’ ormai) ha smesso di rincorrere e ha iniziato a dettare il passo. Nella classifica globale dei costruttori automobilistici, elaborata dalla testata Cls sulla base dei dati ufficiali 2025, tre gruppi cinesi si piazzano stabilmente tra i primi dieci al mondo. Non un risultato facilone.

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Non si tratta di outsider fortunati, ma di BYD, SAIC e Geely. Quest’ultimo, proprietario di Volvo e Polestar, entra per la prima volta nella top ten mondiale. Un primato che certifica quanto il peso dell’industria automobilistica cinese non sia più una promessa, ma una realtà consolidata.

BYD seagull
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Le prime posizioni, per ora, restano saldamente occidentali e giapponesi. Toyota comanda con 11,32 milioni di veicoli venduti e una crescita del 4,65% rispetto al 2024, confermandosi leader mondiale per il sesto anno consecutivo. Dietro, Volkswagen tiene con 8,98 milioni di unità, anche se in lieve calo dello 0,51%. Medaglia di bronzo per Hyundai-Kia, con 7,27 milioni e un timido +0,6%, mentre General Motors risale al quarto posto grazie a 6,18 milioni di auto (+3%). Chiude il podio occidentale Stellantis, con 5,48 milioni di veicoli e un +1,27%, quasi un respiro di sollievo e non una vittoria.

Subito dietro, però, inizia la festa cinese. BYD scala una posizione e si piazza sesta con 4,6 milioni di unità vendute e una crescita del 7,7%. Il gruppo di Shenzhen, che controlla anche Denza, Yangwang e Fang Cheng Bao, sorpassa nientemeno che Ford, scivolata all’ottavo posto con un calo dell’1,7% a 4,4 milioni di mezzi. Al settimo posto resiste SAIC, con 4,51 milioni di veicoli e il marchio britannico MG tra le sue fila.

geely ex5 2025

Ma è Geely a fare la sorpresa più rumorosa tra i brand cinesi: con 4,12 milioni di auto commercializzate e una crescita esplosiva del 26%, il gruppo di Hangzhou conquista la nona posizione, scalando due gradini in un solo anno. A pagare il conto è Honda, decima con 3,52 milioni di unità e un calo preoccupante del 7,5%.