Mentre si naviga ancora nell’incertezza, a Maranello si preferisce la stabilità dei legami storici. Exor, la holding guidata dalla famiglia Agnelli, e Piero Ferrari (insieme al Trust Piero Ferrari) hanno ufficialmente siglato il rinnovo del loro patto parasociale relativo a Ferrari.
Come si potrà ben intuire, non è una semplice stretta di mano tra gentiluomini, ma un impegno formale che conferma l’allineamento strategico e la dedizione assoluta nei confronti della Rossa più famosa del mondo. Il nuovo accordo, che entra in vigore proprio alla scadenza del precedente scaduto col finire del 2025, avrà una durata iniziale di tre anni, portandoci dritti fino al 4 gennaio 2029. E se nessuno deciderà di rompere l’idillio, scatterà un rinnovo automatico per un ulteriore triennio. Insomma, siamo davanti a una blindatura in piena regola.

Ma cosa c’è scritto, in concreto, tra le righe di questo patto tra Exor e Piero Ferrari? L’accordo annunciato con un comunicato ufficiale, stabilisce precise modalità di consultazione che permettono alle parti di coordinare le posizioni durante le assemblee generali degli azionisti. In pratica, si decide insieme cosa votare per evitare sorprese sotto il podio.
Inoltre, sono stati confermati i reciproci diritti di prelazione: se uno dei due decidesse di vendere le proprie azioni Ferrari a terzi (ovviamente, neanche a dirlo, un’ipotesi al momento al limite di ogni fantasia), l’altro avrebbe la priorità assoluta sull’acquisto.

Exor, che vanta oltre un secolo di investimenti di successo e una disciplina finanziaria degna di un cronometrista di Formula 1, continua così a gestire il suo portafoglio d’oro. Oltre a Ferrari, la holding controlla colossi come Stellantis, CNH e Philips, dimostrando che lo spirito imprenditoriale della famiglia Agnelli non ha perso smalto.
Il rinnovo con Piero Ferrari non è solo un atto burocratico, ma il segnale che il comando della scuderia resta saldamente nelle mani di chi ha costruito grandi aziende per generazioni, garantendo al Cavallino Rampante un percorso libero da scossoni azionari potenzialmente anche nel lungo periodo.
