in ,

FCA in BORSA: analisi, notizie, mercati (7-11 gennaio)

Rally di FCA in settimana, il titolo torna sopra i 14 euro

Fca in Borsa analisi tecnica rubrica

Settimana ancora all’insegna del rialzo per il titolo FCA che dopo aver recuperato i 13 euro sul finale della settimana scorsa consolida il risultato, spinto da notizie politiche e macro-economiche positive che hanno scatenato un rally sulle Borse mondiali, quali la continua forza del mercato del lavoro negli Stati Uniti (312mila i posti creati a dicembre), la ripresa del dialogo e dei negoziati tra USA e Pechino per un accordo sui dazi e le dichiarazioni del Presidente della Fed Powell che ha aperto ad una frenata sui tassi: “La Fed è paziente e flessibile” le sue parole.

Grafico titolo FCA in Borsa (ottobre 2018-gennaio 2019)

Tutto questo ha fatto toccare al titolo i 14 euro, sulla spinta anche degli ottimi dati delle immatricolazioni FCA negli Stati Uniti, per poi ripiegare nella mattinata di venerdì sull’uscita di due notizie sfavorevoli al Gruppo: il conto salato da pagare per il dieselgate (probabilmente già scontato però dal mercato) e la campagna di richiamo in tutto il mondo di oltre 1,6 milioni di vetture a causa dei malfunzionamenti degli airbag Takata. Ma sul finale di seduta le stime di utili in crescita per il 2019 rilasciate da General Motors hanno innescato un piccolo rally tale da portare il titolo FCA in chiusura a 14,21 euro, dopo aver fatto segnare anche un massimo a 14,44 euro.

FCA: il conto del dieselgate è di 800 milioni di dollari

Il Gruppo Fiat Chrysler è finalmente giunto ad un accordo definitivo con le autorità statunitensi per risolvere la questione che si protraeva da tempo riguardante le emissioni inquinanti dei propri veicoli diesel: 800 milioni di dollari la cifra che il Gruppo dovrà sborsare e che era prudentemente già stata accantonata alla fine del terzo trimestre 2018.

Il Gruppo FCA, si legge nella nota diramata dalla società, provvederà all’aggiornamento gratuito del software per circa 100.000 veicoli; l’intervento sarà effettuato attraverso una campagna di richiamo in materia di emissioni e non richiede alcuna modifica dell’hardware del motore  L’accordo comprende un pagamento medio di 2.800 dollari USA per ogni cliente in possesso dei requisiti interessato dalla campagna.

Le sanzioni civili previste dall’accordo ammontano complessivamente a circa 400 milioni di dollari USA, da corrispondersi a diverse autorità federali e statali statunitensi. FCA mantiene ferma la sua posizione secondo cui la Società non ha adottato qualsivoglia disegno deliberatamente diretto ad installare impianti di manipolazione per aggirare i test sulle emissioni. Il consent decree e gli accordi transattivi non contengono alcun accertamento od ammissione in merito a qualsivoglia pretesa violazione.

Focus sui mercati FCA nel  2018: USA

Chiusura dell’anno positiva nel 2018 per il Gruppo FCA in USA: +14% le immatricolazioni a dicembre per un consuntivo annuo di 2.235.204 unità vendute (+8,5%).

Tra i marchi più apprezzati dal mercato nel 2018 spiccano i risultati di Jeep (+17%), Ram (+7%), Dodge (+3%) ed Alfa Romeo che con 23.820 veicoli immatricolati compie un balzo del 98% sul 2017 (questa la ripartizione delle vendite per modello: 11.519 Giulia, 12.043 Stelvio, 238 4C).

Tra i modelli FCA più venduti nell’anno in USA ricordiamo il Ram P/U (536.980 unità), la Jeep Wrangler (240.032) e la Jeep Cherokee (239.437).

Leggi anche le puntate precedenti della rubrica FCA in Borsa: