Trecentosessanta chilometri orari non bastano a descrivere quello che Audi sta preparando per il 2027. Bastano, invece, un numero a tre cifre, 630. Tanti sono i cavalli vapore della nuova gamma RS 5, disponibile sia in versione berlina che station wagon Avant, con le stesse specifiche tecniche per entrambe le carrozzerie.
Il cuore pulsante è un motore V6 biturbo da 2,9 litri, evoluzione diretta di quello che equipaggiava le precedenti RS 4 e RS 5, che da solo eroga 503 CV e 600 Nm di coppia. Ad affiancarlo c’è un motore elettrico integrato nella trasmissione, capace di aggiungere 174 CV e 460 Nm. Sommate tutto e ottenete 630 CV complessivi e 825 Nm di coppia: numeri che trasformano la BMW M3 in un giocattolo per bambini. Lo 0-100 km/h è di 3,6 secondi, secondo Audi. Difficile contraddirli.
Il pacco batterie da 22 kWh netti, posizionato sotto il pianale del bagagliaio, garantisce fino a 80 km di autonomia in modalità completamente elettrica, con ricarica fino a 11 kW. La trazione è integrale quattro di nuova generazione, con differenziale centrale ridisegnato, controllo dinamico della coppia e ripartitore di coppia elettromeccanico sull’asse posteriore: un sistema che gestisce tutta quella potenza con precisione.
L’RS 5 Avant 2027, però, lo si è detto in passato, pesa quanto un pickup Toyota. Non è un dettaglio trascurabile, ma non è nemmeno il punto su cui si concentra l’attenzione.

Avantedesigns, noto designer su Instagram, ha pubblicato una serie di rendering dell’RS 5 Avant 2027 con kit widebody: passaruota pronunciati, minigonne aggressive, appendici al paraurti anteriore, spoiler inferiore, cofano ventilato, doppio spoiler posteriore, diffusore generoso con stop centrale integrato. Carrozzeria rosso satinato, assetto ribassato, cerchi dal design sopra le righe e, ciliegina sulla torta, un box da tetto per chi non vuole rinunciare alla praticità.

Il risultato è scenografico. Per una station wagon compatta premium che già di serie non passa inosservata, il rischio di eccedere è concreto. Ma nell’era dei rendering digitali, l’eccesso è il nuovo normale.
