Prosegue la serie di richiami avviata da Stellantis dall’inizio del 2026. Dopo gli interventi legati a software, sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici e perdite di carburante su alcuni veicoli commerciali, il gruppo automobilistico deve ora affrontare una nuova criticità che riguarda il motore diesel 1.5 BlueHDi, sigla DV5. Si tratta di una questione particolarmente sensibile, anche perché questo propulsore è già coperto da una garanzia estesa fino a 10 anni o 240.000 chilometri, misura introdotta dal luglio 2025.
La nuova campagna di Stellantis interessa oltre 50.000 veicoli in Europa: problema al motore 1.5 BlueHDi
La nuova campagna interessa oltre 50.000 veicoli in Europa, con 6.028 unità coinvolte in Francia. Il richiamo riguarda modelli di diversi marchi del gruppo, a conferma di quanto il motore 1.5 BlueHDi sia diffuso all’interno della galassia Stellantis. Nell’elenco compaiono infatti Peugeot, Citroën, Opel, DS e Fiat, con una finestra produttiva compresa tra luglio e ottobre 2025.
All’origine del problema vi sarebbe un posizionamento non corretto del cono all’interno del sistema di iniezione common rail. Un difetto apparentemente circoscritto, ma che potrebbe avere conseguenze più serie: l’errato montaggio può infatti favorire l’allentamento del dado, con il rischio conseguente di una perdita di carburante. Nei casi più gravi, secondo quanto emerso, non si esclude nemmeno un potenziale principio d’incendio. Allo stato attuale, però, non risultano incidenti segnalati legati a questa specifica anomalia, elemento che contribuisce a mantenere la situazione sotto controllo pur senza ridurne la rilevanza.

Il richiamo arriva in una fase già delicata per Stellantis, impegnata da mesi a gestire una serie di interventi tecnici su diversi fronti. La questione del 1.5 BlueHDi assume però un peso particolare perché riguarda un motore molto diffuso sia su vetture private sia su veicoli destinati a un utilizzo professionale e familiare. Proprio per questo il costruttore ha deciso di attivare una campagna capillare, con contatti diretti ai proprietari attraverso comunicazioni inviate per raccomandata.
I sintomi che possono far emergere il problema sono diversi e, in alcuni casi, piuttosto evidenti. Tra i segnali indicati figurano l’accensione della spia motore sul cruscotto, irregolarità del minimo, difficoltà di avviamento, perdita di potenza e persino un aumento dei consumi di carburante. Manifestazioni che possono indicare una perdita nel sistema di iniezione common rail e che rendono necessario un controllo in officina nel più breve tempo possibile.
L’intervento previsto dalla rete di assistenza comprende l’ispezione completa del sistema di iniezione. In particolare, i tecnici verificheranno il rail del carburante e procederanno, se necessario, alla sua sostituzione. L’operazione potrà includere anche il cambio dei tubi flessibili ad alta pressione, sempre qualora venga riscontrata la necessità tecnica. I tempi di fermo del veicolo varieranno in base all’entità dell’intervento: si va da un minimo di circa 20 minuti fino a un massimo di un’ora e mezza. In ogni caso, le riparazioni saranno interamente a carico del costruttore.
L’aspetto importante, per gli automobilisti, è che non si tratta di un intervento a pagamento né di una verifica lasciata alla sola iniziativa del cliente. Sarà infatti Stellantis a contattare direttamente i proprietari dei veicoli coinvolti, indicando modalità e tempi per effettuare il controllo presso la rete ufficiale. Una procedura ormai standard nelle campagne di richiamo, ma fondamentale per garantire rapidità e tracciabilità dell’operazione.

L’elenco dei modelli interessati è piuttosto ampio. Per Peugeot risultano coinvolti 308, Rifter, Partner ed Expert. Sul fronte Citroën compaiono Berlingo, Jumpy e C5 Aircross di prima generazione. Per DS il richiamo riguarda la DS 7, mentre in casa Opel sono coinvolte Astra, Combo e Vivaro. Chiude la lista Fiat con Doblò e Scudo. Una platea eterogenea che comprende berline, SUV e veicoli commerciali leggeri, a conferma dell’ampia diffusione del diesel 1.5 BlueHDi nei vari segmenti del mercato.
Questa nuova campagna dimostra quanto il controllo qualità e la gestione post-vendita siano oggi centrali per i grandi gruppi automobilistici, soprattutto in una fase di profonda trasformazione industriale e tecnologica. Per Stellantis si tratta di un ulteriore banco di prova sul fronte dell’affidabilità percepita, ma anche della capacità di intervenire in tempi rapidi quando emerge una criticità.
