Stellantis, il gruppo automobilistico nato dalla fusione tra FCA e PSA, ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Vienna in Austria, dove produce cambi automatici a otto rapporti per i suoi marchi. La decisione è stata presa a causa della riduzione della domanda di questo tipo di trasmissione e della transizione verso la mobilità elettrica.
Stop alla produzione di cambi a Vienna: la fabbrica di Stellantis sarà chiusa
Lo stabilimento di Vienna, che impiega circa 300 dipendenti, sarà chiuso entro la fine del 2023. Stellantis ha dichiarato che cercherà di trovare soluzioni alternative per i lavoratori, in collaborazione con le autorità locali e i sindacati. Stellantis ha anche precisato che la chiusura dello stabilimento non avrà impatti sulla fornitura dei cambi ai suoi clienti.
Lo stabilimento di Vienna era stato acquisito da FCA nel 2018 dalla società tedesca ZF, che lo aveva aperto nel 2012. Lo stabilimento produceva cambi automatici a otto rapporti per i marchi Alfa Romeo, Fiat, Jeep, Lancia e Maserati. Tuttavia, la domanda di questo tipo di trasmissione è diminuita negli ultimi anni, a causa della preferenza dei consumatori per i cambi a doppia frizione o a variazione continua. Inoltre, la transizione verso la mobilità elettrica ha reso meno necessaria la produzione di cambi tradizionali.
Stellantis ha quindi deciso di chiudere lo stabilimento di Vienna e di concentrare la produzione di cambi automatici a otto rapporti nello stabilimento di Bursa, in Turchia, dove opera attraverso una joint venture con la società locale Tofas. Il gruppo automobilistico ha anche altri impianti che producono cambi in Europa, come quelli di Metz e Valenciennes in Francia e quelli di Verrone e Torino in Italia.
Il gruppo di Carlos Tavares sta affrontando diversi problemi nei suoi stabilimenti in Europa, a causa della carenza di microchip, delle difficoltà logistiche e della transizione verso la mobilità elettrica. Uno dei problemi più gravi è la carenza di microchip, che ha costretto Stellantis a interrompere o ridurre la produzione in diversi impianti, tra cui quelli di Rennes e Sochaux in Francia, Eisenach in Germania e SevelSud in Italia.
La carenza di microchip è dovuta alla forte domanda da parte dell’industria elettronica e alle interruzioni della catena di fornitura causate dalla pandemia di Covid-19. Stellantis ha dichiarato di lavorare con i suoi fornitori per mitigare l’impatto della carenza e di non prevedere impatti sulla fornitura dei veicoli ai suoi clienti.
Un altro problema è legato alle difficoltà logistiche, che hanno provocato un accumulo di veicoli finiti nello stabilimento di Sochaux, nel nord-est della Francia.
Lo stabilimento produce le auto compatte Vauxhall Astra e Opel Astra, ma anche i furgoni elettrici Vauxhall Combo-e e Opel Combo-e. Lo stabilimento soffre della mancanza di camionisti, vagoni ferroviari e navi per trasportare i veicoli ai concessionari. Stellantis ha detto di avere circa 4.000 veicoli bloccati nello stabilimento e nei parcheggi circostanti, e di cercare soluzioni alternative per i trasporti, come il coinvolgimento dei concessionari. Un terzo problema riguarda la transizione verso la mobilità elettrica, che richiede una riconversione degli impianti esistenti e la costruzione di nuovi impianti per la produzione di batterie.


