Lo stabilimento Stellantis di Melfi archivia il primo trimestre del 2026 con numeri che segnano una netta inversione di rotta sul fronte produttivo. Tra gennaio e marzo sono state realizzate 17.110 vetture, contro le 8.890 dello stesso periodo del 2025: un balzo del 92,5% che riaccende le speranze sull’asse industriale lucano e restituisce centralità a uno dei poli automotive più strategici del Mezzogiorno.
Crescita notevole per Melfi nel primo trimestre 2026 e sono in arrivo altri due modelli
A trainare la ripresa è soprattutto la nuova Jeep Compass, entrata in produzione nell’ultimo trimestre del 2025 e ora arrivata a pieno regime. Ma il dato positivo non si esaurisce qui. Dietro la crescita si intravede infatti una fase di preparazione industriale più ampia, destinata a incidere sui prossimi mesi. Il cronoprogramma di Stellantis prevede infatti il debutto della DS7, nelle versioni elettrica e ibrida, e della nuova Lancia Gamma, due modelli che rafforzano il ruolo di Melfi nella strategia del gruppo, sia sul piano aziendale sia in quello della transizione energetica.
Accanto ai segnali incoraggianti, però, resta aperto il capitolo occupazionale. Il rapporto trimestrale della Fim Cisl restituisce un quadro meno lineare: nei primi tre mesi dell’anno si sono registrati 16 giorni di fermo collettivo e 31 turni persi. I primi segnali di reinserimento del personale legati ai nuovi modelli ci sono, ma vengono giudicati ancora insufficienti rispetto alle criticità accumulate negli ultimi anni.

Dal 2021, infatti, circa 2.510 lavoratori hanno lasciato l’azienda attraverso uscite volontarie incentivate, riducendo l’organico a circa 4.500 addetti. Il segretario regionale della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, invita quindi alla prudenza: la ripresa produttiva esiste, ma non basta ancora a garantire una svolta concreta sul piano del lavoro. Per i sindacati, i nuovi modelli dovranno tradursi in occupazione stabile e in una reale riduzione del contratto di solidarietà.

