Non ci resta che prendere i sogni, metterli in un cassetto e lasciare che i ragionieri di Wolfsburg li ignorino bellamente per molto tempo. La notizia confermatissima e parte ormai di un lutto collettivo degli appassionati che seguono il Gruppo Volkswagen è sempre lei: la Audi R8 di terza generazione “non è in programma”.
Lo ha messo nero su bianco praticamente tutto il board al comando di Audi, confermando che i desideri dei puristi contano meno di zero. Mentre l’eterna e ormai sbiadita Volkswagen Golf GTI continua a sopravvivere, la supercar che ha definito un’epoca viene messa in soffitta.
Eppure, parliamo di una stirpe che dal 2007 ha insegnato al mondo che anche i tedeschi sanno far tremare al volante, sempre ammaliando, sia chiaro. Prima col V8 aspirato da 4,2 litri e quella trazione integrale quattro che sembrava incollata all’asfalto, poi con l’apoteosi del motore V10 di derivazione Lamborghini che urlava fino a 8.000 giri.
Nel 2015 la seconda generazione della R8 aveva alzato l’asticella, condividendo il DNA con la Huracán, per poi spegnersi definitivamente nel 2024 con la Final Edition da 612 CV. Fine dei giochi? Tecnicamente no, ed è qui che la scelta di Volkswagen diventa irritante.

Il “piatto pronto” sarebbe servito su un vassoio d’argento da Sant’Agata Bolognese. La nuova Lamborghini Temerario è già realtà, con il suo V8 biturbo da 4,0 litri e tre motori elettrici capaci di scaricare a terra 907 cavalli complessivi. Basterebbe passare i progetti ad Audi Sport, ricarrozzare il tutto con il rigore di Ingolstadt e depotenziare il sistema a circa 800 CV per non pestare i piedi ai cugini italiani. Avremmo una supercar ibrida plug-in mostruosa, capace di umiliare i 612 CV del vecchio V10 aspirato. Facile a dirsi, chiaro.
Intanto, dobbiamo rifugiarci nei pixel. L’artista digitale Mrfrooqi ha provato a fare il lavoro che i designer Audi non possono più fare, immaginando una R8 con cerchi Rotiform bianchi e un design geometrico che trasuda cattiveria.

È un progetto ipotetico, un urlo digitale. Resta il paradosso. Abbiamo la tecnologia, abbiamo la piattaforma della Temerario e abbiamo un pubblico che la brama. Manca solo il coraggio di chi siede ai piani alti.
