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Ciccio, l’uomo che fece le scarpe alla Ferrari è morto

Pur senza indossare tuta e casco, Ciccio è diventato un mito dell’automobilismo. Ovunque, dagli USA al Giappone, lo conoscono. Ieri è scomparso.

Ciccio
Foto da profilo Facebook di Ciccio

L’anno è iniziato in modo triste per gli appassionati di automobilismo. Il 1° gennaio 2023 ha lasciato questo mondo Ciccio di Cefalù, al secolo Francesco Liberto. Era nato nella cittadina normanna, il 19 febbraio 1936. Fu l’inventore delle scarpe da corsa ed ebbe fra i suoi clienti anche la Scuderia Ferrari. Con le sue calzature hanno gareggiato e vinto alcuni dei più grandi piloti di tutti i tempi, dalla Formula 1 alle gare endurance. La sua fama crebbe nel mondo della Targa Florio, ma si allargò ad altri ambiti agonistici. Fra i suoi clienti più recenti, Sebastian Vettel e Dario Franchitti.

Qualche anno fa questo straordinario personaggio fu inserito nell’elenco dei beni immateriali dell’umanità dell’Unesco. Incredibile come dalla sua piccola bottega di Cefalù sia riuscito a guadagnare una fama mondiale. Lo si può definire come il Re delle scarpe. Oggi le sue sue calzature sono considerate delle vere opere d’arte. Tanti Vip se le sono concesse. Alcuni andavano a trovarlo in Sicilia, per il gusto di scambiare due chiacchiere con lui, giovandosi della sua simpatia e della sua straordinaria intelligenza.

L’infanzia di Ciccio fu travagliata. Rimasto orfano a 6 anni, provò la fame fisica. A quell’età iniziò a lavorare come calzolaio nella bottega dello zio dove, animato da grande curiosità, fece propri i segreti del mestiere. Il rombo delle auto della Targa Florio non faticò a conquistarlo. Ancora non sapeva che quella gara avrebbe segnato il suo futuro, pur senza indossare tuta e casco. Negli anni sessanta iniziò a stringere i primi rapporti con alcuni protagonisti della sfida madonita ideata da don Vincenzo Florio. Durante una cena, Ignazio Giunti gli diede fiducia, ordinando un paio di scarpe su misura. Le voleva morbide e leggere: ciò che serve per un perfetto feeling con acceleratore, freno e frizione.

Accontentarlo non era facile, ma Ciccio interpretò al meglio i suggerimenti, creando la prima scarpa da corsa. Nel 1968 Vic Elford si affidò a lui per le sue calzature da gara, con cui vinse la Targa Florio, su una Porsche 907-8. Ormai la fama dello “scarparo” cefaludese si era diffusa a macchia d’olio. Tutti volevano i suoi prodotti. Nel 1977 Niki Lauda divenne campione del mondo di Formula 1, con la Ferrari 312 T2. Ai suoi piedi le scarpe di Ciccio. Fu la consacrazione definitiva. L’artigiano cefaludese, per qualche anno, divenne fornitore ufficiale della Scuderia di Maranello.

Sono scesi in pista con le sue scarpe tantissimi piloti: Mario Andretti, Carlos Reutemann, Emerson Fittipaldi, Clay Regazzoni, Jo Siffert, Jack Ickx, Renè Arnoux, Gérard Larrousse, Arturo Merzario, Sandro Munari, Nino Vaccarella ed altri ancora. Alcuni dei modelli più belli a sua firma portano le decorazioni di Franco Cheli, docente presso l’Accademia di Brera. Le calzature di Ciccio sono esposte in quattro grandi musei: quello della Ferrari, a Maranello; quello dei fratelli Rossetti, nel milanese; al Romans, in Francia e al Deutsches Ledermuseum, in Germania. Ciccio è stato inserito anche nel Dizionario della Moda. Un mito universale. Il mondo oggi ne piange la scomparsa.

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