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Cosa c’è nel futuro di Lancia?

Col Lancia Design Day dello scorso 28 ottobre, l’iconico costruttore torinese ha aperto la strada a una nuova era

Lancia

In questo momento, poter dire con certezza cosa c’è nel futuro di Lancia appare complicato, ma forse meno difficile che in precedenza. Col Lancia Design Day dello scorso 28 ottobre, l’iconico costruttore torinese ha aperto una nuova era dopo anni di stasi e di incertezze; un punto di partenza quanto mai necessario e utile per ridefinire i contorni di un marchio che ha necessità di cure forse più di qualunque altro marchio oggi disponibile nello sconfinato parterre di casa Stellantis.

Sebbene in tanti avevano creduto che la cura proposta dal Super Gruppo nato dall’unione di FCA e PSA avrebbe prodotto più disastri che benefici, a ben guardare sembra che il modus operandi della nuova proprietà vada nella giusta direzione. Non è un caso che Lancia sia stata inclusa nella caratterizzazione premium di casa Stellantis, accanto ad Alfa Romeo e a DS, e non è nemmeno un caso che al vertice del comparto legato al design c’è il grande capo dello stile di casa Stellantis ovvero quel Jean-Pierre Ploué al quale è stata affidata la matita necessaria a delineare la caratterizzazione stilistica dei nuovi modelli del costruttore.

Fino a ora in Lancia si è infatti parlato essenzialmente di design

In casa Lancia fino a questo momento si è discusso principalmente di stile, quindi di design e di linee che rappresenteranno l’impostazione certa da applicare ai futuri modelli a marchio Lancia. È andato in questa direzione il Lancia Design Day, un evento che, come era noto, non aveva la pretesa di introdurre nuovi modelli o concept di vetture da ridefinire. L’obiettivo era infatti quello di tracciare una strada da seguire, ben sapendo che in Lancia bisogna ripartire da zero necessariamente.

Un’intenzione chiarita molto bene dal CEO di Lancia, Luca Napolitano, il quale ha ammesso che “Lancia rinasce con un nuovo logo e una visione chiara di design” parlando anche di un “Rinascimento” necessario per ricominciare a sognare. Si, è possibile finalmente ritornare a sognare in Lancia per puntare a un piano di prodotti finalmente ben delineato ovvero quello utile a ragionare sui primi tre modelli del nuovo corso da introdurre a cadenza biennale dal 2024 al 2028. Si può riprendere a sognare in virtù di una collocazione stilistica rilanciata dalla proposta con il concept di stile Lancia Pu+Ra Zero; qualcosa che non è un’automobile e nemmeno un concept finalizzato a fare da base a un nuovo modello.

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Luca Napolitano, CEO di Lancia, con Jean-Pierre Ploué, grande capo del design di Stellantis e dello stile di Lancia

Si riparte da due concetti: Puro e Radicale

Il linguaggio proposto dalla Pu+Ra Zero permette di fare da base alle linee che caratterizzeranno il domani di Lancia. Questa particolare Lancia proposta durante l’evento alla Reggia di Venaria, a Torino, è probabilmente più di ogni altra cosa un manifesto che è in grado di richiamare l’approccio che vedremo sulle Lancia che verranno. Un approccio che parte dall’essere innanzitutto Puro, ovvero privo di ogni imperfezione o di una commistione di più elementi, e Radicale ovvero intransigente: è scontato quindi che la denominazione stessa di questo manifesto stilistico sia da ricercare nella crasi fra i due concetti fondanti.

Si può allora ricominciare da qui, perché nel manifesto prodotto con la Lancia Pu+Ra Zero è stato racchiusa la fonte di ispirazione delle Lancia che verranno. Un lavoro che guarda al passato, senza però necessariamente dover fare i conti con la nostalgia come già ampiamente discusso in alcune precedenti dichiarazioni dei vertici del marchio, e agli stilemi tipici delle icone del marchio.

Nel futuro di Lancia c’è quindi tanto stile, quello che deriva dalle linee morbide miste ai dettagli taglienti proposti con rette di impatto. L’ispirazione d’altronde proviene da nove iconiche a marchio Lancia che il costruttore ha dettagliatamente imposto sulla scena di chi avrebbe dovuto dedicarsi a questo nuovo Rinascimento. Nello specifico, sulle Lancia di domani si vedranno dettagli provenienti dalle Aurelia B20 e B24 Spider, dalla Flaminia, dalla Lancia Fulvia Coupé, dalla Beta HPE, dalla Gamma Coupé e dalle irrinunciabili Stratos, 037 Stradale e Delta HF Integrale Evoluzione.

Il “Calice” traccia lo stile del frontale

Se come ha ammesso ancora Napolitano le future Lancia “avranno uno stile essenziale”, si riduce proprio alla più completa essenzialità l’iconico Calice che caratterizza il frontale di ogni Lancia. Tutti modelli del futuro saranno caratterizzati da un frontale immediatamente riconoscibile che riduce la iconica calandra dei modelli Lancia di un tempo ad un Calice essenziale frutto dell’intersezione di tre rette che divengono, quando si fa sera, anche tre raggi di luce.

In questo modo le future Lancia risulteranno fortemente riconoscibili in accordo con tre linee soltanto, sia alla luce del giorno sia di notte. Muterà anche la collocazione del logo che traslerà verso le fiancate per lasciare spazio, sul frontale e sulla sezione posteriore, alla sola scritta Lancia proposta ora con un font rivisto e semplificato ulteriormente. Sicuramente di impatto la proposta relativa ai fanali tondi dedicati al posteriore delle Lancia che verranno, un indizio del fatto che si ritornerà a questa collocazione di forma lasciando ormai alle spalle le forme allungate proposte fin qui.

Ora l’attesa è rivolta alla nuova Lancia Ypsilon che aprirà il nuovo corso a partire dal 2024; la nuova generazione della Segmento B del costruttore torinese dovrebbe essere anticipata, in primavera (2023), da un concept che sarà in grado di definirne le linee essenziali. Si procederà poi con la ammiraglia di Segmento D, attualmente nota come Aurelia, nel 2026 e poi con la Delta di Segmento C attesa nel 2028.

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Attenzione agli interni in collaborazione con Cassina

È emerso anche che il futuro di Lancia si concentrerà su interni particolarmente votati all’eleganza e coerenti con quanto proposto all’esterno. Guardando in questa direzione il costruttore torinese sta ragionando su un quadro di ispirazioni che ancora una volta provengono dal passato, tanto che Lancia cita le note Thema, Gamma e Flavia per catalizzare un panorama di ispirazioni che passa proprio da queste parti.

Si punta a ridefinire l’abitacolo guardando al “salotto di casa”, con l’idea che a bordo di ogni Lancia ci si senta come a casa e nello specifico all’interno di una casa italiana. Ne deriva quindi un rapporto collaborativo con Cassina, ovvero una fra le più note aziende di design in Italia con una storia centenaria alle spalle; la collaborazione dovrebbe quindi condurre ad una ricerca del benessere a bordo che vada di pari passo con una massima attenzione rivolta alla sostenibilità.

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