in

Ferrari Purosangue: dall’idea iniziale ad oggi

La “rossa” che non ci sarebbe mai aspettati è stata protagonista di un balletto di dichiarazioni dei manager.

Ferrari Purosangue
Ferrari Purosangue (Foto da profilo Facebook Ferrari)

La nascita della Ferrari Purosangue è stata abbastanza travagliata, perché sul tema si sono registrate diverse inversioni di marcia o comunque dei cambiamenti di pensiero e di strategia. Una cartina di tornasole è rappresentata dalle dichiarazioni dei manager della casa emiliana, che sono state mutevoli nel tempo. Oggi questo modello è pronto a fare il suo debutto in società, ma la scelta di produrlo non è giunta a cuor leggero.

Gli appassionati tradizionalisti e conservatori del marchio del “cavallino rampante” (quelli, per intenderci, che hanno consentito al mito di svilupparsi e potenziarsi) non vedono di buon grado una “rossa” a ruote alte, che esce fuori dai binari della storia del marchio, dal punto di vista concettuale e filosofico. Purtroppo il suo arrivo è il frutto di un percorso che si va a definire in una società orientata verso modalità di consumo diverse da quelle alle quali siamo abituati.

Alcuni grandi marchi, per rimpinguare le casse, sono stati costretti a scendere a compromessi negli ultimi anni, ma la Ferrari ne poteva fare tranquillamente a meno. La casa di Maranello gode di ottima salute produttiva e finanziaria, quindi potrebbe continuare ad andare avanti sulla solita direttrice di marcia, puntando su prodotti più specifici e quindi più allineati alle caratteristiche del brand, ma qualcuno ha deciso di seguire una strada diversa. Del resto, per i manager la possibilità di aumentare in modo importante il fatturato con un solo prodotto è una prospettiva allettante. Lo è anche per molti azionisti, che guardano ai rendimenti, non alle pulsioni del cuore.

Si poteva resistere a questa tentazione

Ferrari Purosangue
Ferrari Purosangue

Forse in Ferrari è mancato un po’ di coraggio, intendendo per tale non la capacità di fare un prodotto che tira sul mercato, per agganciare il trend, ma la forza di custodire i propri valori fondanti, in un mondo che cambia. Come ho riferito in un’altra circostanza, un marchio leader deve dettare le mode, non essere fagocitato da quelle dettate da altri.

Tornando alla Ferrari Purosangue e alle sue dinamiche evolutive, partendo dall’idea iniziale ad oggi, si notano alcuni cambiamenti in corso d’opera. Il primo a parlare di un SUV Ferrari era stato Luca Cordero di Montezemolo, quando ancora era al vertice della casa di Maranello. Interpellato sul tema, alla luce del successo di proposte di questo tipo firmate da costruttori prestigiosi come Porsche, si era espresso negando categoricamente la possibilità di un modello del “cavallino rampante” con l’abito degli Sport Utility Vehicle. Chiare le sue parole, espresse nel 2013: “Mi viene chiesto se faremo mai un SUV. La risposta è no! La Ferrari non farà mai niente di tutto ciò. Diciamo che non fa parte della nostra storia“.

Tanti funambolismi verbali

Ferrari Purosangue
Ferrari Purosangue

Anche Sergio Marchionne inizialmente aveva detto la stessa cosa. Sulle pagine del “Il Sole 24 Ore” del 10 settembre 2014 si leggevano queste sue parole: “Ferrari non sarà integrata in FCA. No a un SUV con il cavallino“. Poi le cose, purtroppo, sono cambiate. Lo sbarco del marchio emiliano alla Borsa di Wall Street, del 26 ottobre 2015, ha dato vita a uno scenario diverso, generando nuovi appetiti, nuovi interessi, nuove inclinazioni. Queste si sono tradotte in una spinta sul progetto SUV.

Il 25 maggio 2017, sul “Corriere della Sera”, si leggevano altre dichiarazioni di Marchionne sull’ipotesi di un SUV del “cavallino rampante”: “L’importante è portare risultati economici, ma anche arrivarci senza distruggere il marchio e il DNA della Ferrari. Bisogna far evolvere la storia, ma non si può violentarla“. Sembrava una prima timida apertura, ma ossequiosa del mito. Il manager cuneese, anche in virtù di quanto detto in precedenza, si era ben guardato dal proporre di getto una vettura a ruote alte.

Qualche tempo dopo fu più esplicito, come si evince dalle sue parole pubblicate su “Il Fatto Quotidiano” del 3 agosto 2017: “Il SUV Ferrari? Probabilmente lo faremo, ma modo nostro“. Marchionne lasciava intendere che la “rossa” destinata a questo segmento di mercato sarebbe stata comunque diversa rispetto a tutti gli altri SUV in circolazione. Ecco, quindi, la trovata di un acronimo nuovo, quello di FUV, per rimarcare le differenze. L’idea, comunque, era già sdoganata, anche se lasciava pensare a sorta di GTC4 Lusso a ruote alte.

Ferrari Purosangue: i passi più recenti

Ferrari Purosangue

Dopo la morte di Marchionne, sull’edizione del 18 settembre 2018 dell’Huffpost si leggevano le parole di Louis Camilleri, nuovo CEO della casa di Maranello, che così si approcciava al tema: “Per me è impossibile accostare la parola SUV al nome Ferrari. Non voglio offendere nessuno ma il termine SUV non va bene. Lo chiameremo Purosangue, sarà senza dubbio una Ferrari“. Con John Elkann e l’attuale gestione di Benedetto Vigna, il progetto è andato avanti.

Gli appassionati speravamo che, almeno, si trattasse veramente di una sorta di GTC4 Lusso leggermente rialzata da terra, ma i muletti utilizzati, con le sembianze della Maserati Levante, hanno raffreddato gli animi e reso ancora più indigesto il boccone, anche se qualche uscita di una GT con una luce più ampia dal suolo aveva fatto rinascere la speranza di una blasfemia più accettabile, rincuorando parzialmente gli appassionati più conservatori.

Poi sono sbucate in rete le prime foto della Ferrari Purosangue definitiva, carpite all’interno del sito produttivo di Maranello, con un esemplare di pre-produzione. Lì è emerso un look sportiveggiante, ma con un’altezza da terra considerevole. Anche le successive uscite del prototipo con l’abito finale, pur se camuffato, in contesti ambientali dove è stato possibile raffrontarlo sul piano visivo con altri veicoli, hanno confermato che il SUV o FUV Ferrari non è poi così basso come si voleva far credere. La prima foto ufficiale diramata dalla casa di Maranello sembra confermarlo, anche se bisognerà attendere la visione dal vivo del modello e della sua scheda tecnica per scoprire veramente quanto sia veramente alto.