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Nel 2050 città senza auto: idea dell’assessora Grandi a Milano

L’assessora dell’Ambiente, Elena Grandi, dichiara di volere una città senza auto che non siano pubbliche. No alle elettriche

Zero auto: non saranno ammesse neppure le macchine elettriche. Nel 2050 città senza vetture: idea di Elena Grandi, assessora dell’Ambiente del Comune di Milano. Dichiara al Corriere della Sera di volere una città senza veicoli che non siano pubblici. Nessuna sorpresa: Milano già da un po’ è contro l’auto: Area C a 5 euro, Area B, strisce blu, ZTL.

La base di partenza è che, a settembre 2021, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha imposto limiti più severi nella lotta allo smog.

Per l’assessora Grandi, l’obiettivo di massima è avere, entro il 2050, una città totalmente senza auto private. E zone a 30 km/h ovunque, piste ciclabili dappertutto per bici e monopattini elettrici.

Inoltre, dice, è stata accolta un’osservazione al Piano che indica la necessità di estendere Area B ai confini metropolitani. Gli uffici ora dovranno studiare forme e modi per rendere operativo questo obiettivo. Insomma, un’immensa Area B.

Nei prossimi anni, per l’assessora, avremo le auto che circoleranno al massimo a trenta all’ora. Si inizierà in prossimità di scuole e ospedali, poi man mano, prima del 2030, il limite verrà esteso all’interno di tutti i quartieri della città, con nuovi percorsi ciclabili ed escludendo solo le grandi direttrici esterne.

Ovviamente, dietro c’è una strategia intelligente per la politica: chi usa l’auto arriva da fuori Milano e alle elezioni comunali milanesi non vota. Quindi, nessuna perdita di consenso elettorale. Ma immaginiamo la città senza auto e coi mezzi pubblici che scioperano a ripetizione come in questi giorni. O coi mezzi pubblici inefficienti. O pericolosi per il Covid. Che si fa?

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Auto zero, neppure elettriche

Ma può esserci vita in città senz’auto? Ovviamente sì. Tuttavia, servono mezzi pubblici efficienti, poco costosi, puntuali, precisi, senza pericolo di infezione di Covid e senza rischi di altro genere: incolumità la sera tardi e via dicendo. Sorvoliamo sul rapporto qualità-prezzo. E sui controlli a chi non paga né biglietto né abbonamento.

Per i disabili, come sempre, esenzioni. E ci mancherebbe pure, Ma c’è anche da chiedersi se poi si vadano a rispettare le fasce deboli: anziani, persone con problemi di mobilità, uomini e donne che soffrono di dolori articolari e muscolari, signore in dolce attesa, signore coi bimbi, mentre piove o fa freddo, da accompagnare all’asilo o a scuola. Tutti dentro i mezzi pubblici, fuori dalle auto private. Questa è utopia o distopia?

L’opinione dell’assessora e di chi la pensa come lei va rispettata. Pare tuttavia di scorgere una visione un po’ sessista della vita: il maschio 55enne, in perfetta forma fisica, che prende sempre i mezzi pubblici, fregandosene delle auto, per lavorare in centro a Milano. Ma ci sono anche altre fasce della popolazione. Sarà così perfino nel 2050.

Infine, povere auto elettriche. Non si capisce più niente. Prima, la politica spinge a favore delle vetture pulite: ZTL e parcheggi gratis, niente bollo. Poi, viene detto che neppure le auto elettriche potranno circolare. Un caos mai visto prima in tema di mobilità. Tutto questo poi dovrebbe essere coerente col MIMO, il Salone dell’auto di Milano all’aperto. Che si svolge a Milano. Lì dove nel 2050 non si vogliono le auto. Boh?

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