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Traffico a Milano paralizzato: ecco perché

Prima il Comune crea piste ciclabili ovunque, poi suggerisce di usare l’auto anziché i mezzi pubblici per limitare le infezioni da Covid

Social in fiamme per il traffico a Milano paralizzato. Specie oggi, 1 ottobre 2021. Ma nei giorni scorsi non è che le cose fossero granché migliori. Ovviamente, al problema contribuisce il fatto che ci sono mille attività e iniziative di ogni genere. Sono circa 50.000, secondo gli organizzatori di Friday For Future Italia, i partecipanti al corteo per il clima a Milano guidato dalle giovani attiviste Greta Thunberg e Vanessa Rakete. Tuttavia, alla base, esistono anche provvedimenti molti discutibili presi dalla politica.

A Milano, il Comune ha creato ovunque piste ciclabili, a favore di bici, e-bike, monopattini elettrici. Le carreggiate per auto, scooter, bus, veicoli commerciali sono sempre più strette. Una misura che spesso gli stessi ciclisti e monopattinisti criticano, in quanto lo spazio è poco e quelle cosiddette ciclabili in realtà sono poco protette.

In parallelo, negli ultimi mesi, correttamente il Comune ha messo in guardia i cittadini: l’affollamento dei mezzi pubblici può causare una recrudescenza del fenomeno pandemico. A dirlo sono i virologi. Ma anche il cittadino milanese o il pendolare che arriva da fuori, usando il buon senso, preferisce l’auto privata. Un guscio, la tanto vituperata vettura, che dà sicurezza e comfort sotto tutti i punti di vista.

Giustamente, Palazzo Marino, ha stanziato incentivi per le elettriche, dicendo: “La decisione risponde anche alla necessità contingente di mettere a disposizione dei cittadini forme di mobilità alternativa all’utilizzo del trasporto pubblico. Visto il perdurare delle norme anti Covid che contingentano la capienza su tram, bus e metropolitane”.

Traffico a Milano paralizzato: che succede

Quindi, meno persone nella metro, più persone in auto. Perfetto. Ma se lo spazio per le auto diminuisce perché ci sono piste ciclabili ovunque, anche su strade strette, il risultato è uno: traffico paralizzato. Con un altro effetto possibile: lo smog che sale, specie nelle giornate “calde”, in cui ci sono manifestazioni particolari.

Ieri, per paradosso, ci sono state tensioni davanti al Mico (Milano congressi), in zona Fiera, a causa dei blocchi stradali organizzati da diversi giovani attivisti. Che protestavano per il clima nell’inaugurazione della PreCop sul cambiamento climatico. I giovani, riuniti con la firma della Climate Justice Platform, hanno bloccato tre incroci in zona Fiera: sdraiandosi a terra. Col traffico in delirio e le polveri sottili alle stelle.

Chissà, il Comune, già oggi o dopo le elezioni, potrebbe fare un onesto passo indietro. Cancellare le piste ciclabili, almeno in gran parte, per favorire il trasporto privato pulito e per ridurre traffico e smog.

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