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Prezzo petrolio greggio: USA valutano rilascio scorte strategiche

Agitazione sui mercati per il prezzo dek petrolio greggio instabile: così, gli Stati Uniti d’America valutano il rilascio di scorte strategiche

Mentre le economie mondiali cercano il rilancio, sperando che il peggio del Covid sia alle spalle, protagonista è il prezzo del petrolio greggio. Petrolio instabile come valutazione. Ora, siamo a circa 83 dollari il barile di greggio. Un po’ per la Cina onnivora ed energivora, che chiede di continuo energia per decollare, e per volare sempre più su. Un po’ per le speculazioni violentissime del mondo finanziario. Così, gli Stati Uniti d’America valutano il rilascio di scorte strategiche.

Washington potrebbe cioè attinge alla Strategic Petroleum Reserve del paese per far scendere il prezzo del petrolio: più ne metti in circolo, meno costa. E viceversa. Il secondo obiettivo è abbassare l’inflazione negli USA: a ottobre 2021, è aumentata al tasso più veloce in 30 anni. Cosa che va pure a scalfire duramente il consenso elettorale a favore del presidente americano Joe Biden.

Così, l’inquilino della Casa Bianca si è rivolto alla Federal Trade Commission: spinge affinché reagisca alla manipolazione del mercato nel settore energetico per invertire l’inflazione.

Per Biden un altro problema da gestire: nell’ultimo semestre, la carenza di manodopera ha spinto la crescita dei salari a un ritmo annualizzato del 5-6% negli States. Incompatibile con un’inflazione del 2%.

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Prezzo petrolio greggio: quali prospettive

Quale la tendenza del petrolio? Il prezzo del Brent ha guadagnato oltre il 60% quest’anno. E ha raggiunto un massimo di tre anni a 86,7 dollari il 25 ottobre: quel giorno, la paura si è diffusa negli ambienti finanziari. Il tutto sostenuto dalla ripresa della domanda (specie della Cina) e dalle riduzioni dell’offerta introdotte dall’OPEC (potentissima Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio).

Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni del petrolio e dei prodotti petroliferi continuano a viaggiare sotto il segno dell’instabilità. In Italia, per restare a casa nostra, spaventa per davvero l’idea che la benzina possa decollare ben oltre 1,8 euro il litro. Cercando di abbattere addirittura il muro di 2 euro il litro. O anche di più. Ipotesi non peregrina, come diversi osservatori di peso. hanno fatto notare.

In parallelo, va detto che il dollaro si rafforza sempre più sull’euro. Perdipiù, l’OPEC ha dichiarato nel report mensile di prevedere un aumento della domanda di 99,49 milioni di barili al giorno nel quarto trimestre del 2021. Occhio: in calo di 330.000 barili dalle previsioni del mese scorso. Se si pompa meno greggio, il rischio che il suo prezzo schizzi alle stelle c’è.

Una certezza resta: per l’automobilista, al distributore di benzina e gasolio, sono dolori. Anche perché i due terzi fra accise e IVA picchiano duro.

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