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Revisioni auto storiche ante 1960: un decreto le semplifica

Ogni tanto la burocrazia viene incontro alla gente, ecco le nuove linee per le revisioni delle storiche.

Possedere un’auto d’epoca con un bel po’ di anni sulle spalle è una bella emozione, ma a volte comporta dei disagi, anche sul piano amministrativo. Per fortuna, ogni tanto, il legislatore viene incontro ai bisogni degli appassionati che, con amore, curano i loro gioielli classici. Un esempio luminoso in tal senso giunge da un nuovo decreto che agevola le revisioni dei veicoli di interesse storico e collezionistico immatricolati entro il 1° gennaio 1960.

Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile ha accolto le richieste in tal senso provenienti dall’ASI (Automotoclub Storico Italiano) e dagli appassionati possessori. Questi ultimi, dal 20 novembre, potranno presentare la loro vettura, per il check-up, in qualsiasi officina autorizzata e non più, come avveniva in precedenza, nei soli centri provinciali della Motorizzazione Civile.

Facile intuire i benefici che ne trarranno i collezionisti, in termini di risparmio di tempo, sacrifici e costi, specie per chi abita lontano dai capoluoghi. I lunghi spostamenti di un veicolo ultra-cinquantennale non sempre, infatti, sono di facile gestione. Ora tutto diventa più semplice e fruibile nelle revisioni delle auto storiche più anziane. Un percorso di ottimizzazione e rispetto per l’utenza di cui si avvertiva il bisogno.

Revisioni: quando si continueranno a fare alla Motorizzazione

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Da adesso in poi bisognerà rivolgersi alle sedi provinciali della Motorizzazione solo se il mezzo storico non sia in grado di affrontare le prove sui rulli dinamometrici delle normali officine. In questo caso, i controlli della frenata si svolgeranno con l’uso di un dispositivo GPS.

Non finisce qui: il nuovo decreto prevede anche la deroga al controllo delle emissioni per i veicoli costruiti prima del 4 agosto 1971. Greta non si allarmi, perché qui la percorrenza dei veicoli è così bassa che le sorti del pianeta non ne risentiranno.

Soddisfazione si legge nelle parole di Alberto Scuro (presidente dell’ASI): “Si conclude un lungo percorso che la nostra associazione stava portando avanti da anni con la collaborazione della Motorizzazione. L’emanazione del provvedimento, già previsto e dettagliato a fine 2019, è arrivata finalmente alla firma del Ministro Enrico Giovannini. I veicoli storici costituiscono un patrimonio culturale da promuovere, difendere e tutelare. Ridurre la burocrazia e semplificare le procedure per mettere in regola la propria auto o la propria moto classica vale più di incentivi economici“.

Fonte | Asifed

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