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Auto elettrica sempre più sexy: un consumatore su 4 la vuole

Auto elettrica oggetto del desiderio, come e più di prima. Nel mondo, un consumatore su 4 la vuole. Questo emerge dal Global Automotive Outlook di AlixPartners. Sono state intervistate, come campione internazionale, 8.000 persone in Cina, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.

Nel 2019, solo 11 su 100 volevano la vettura a pila. Ora, 25 su 100. Addirittura, in Italia il 38% dichiara che, molto probabilmente, come prossima auto acquisterà una macchina a batteria. La Cina (50%) fa meglio.

Quel 25% salirà in futuro? Dipende. Primo: dal costo delle elettriche, oggi elevatissimo. Secondo: dagli incentivi statali. Terzo: dalle colonnine di ricarica pubbliche.

Auto elettrica: spesa grossa da affrontare

L’11% dei campione a livello mondiale è disposto a sborsare il 25% in più per comprare una BEV. Sentiamo a tale proposito Dario Duse, managing director di AlixPartners: “Le auto a batteria sono ormai considerate la soluzione per la mobilità privata. E i consumatori hanno un interesse e una propensione all’acquisto molto maggiore. Rimangono alcune sfide da affrontare in termini di sostenibilità, soprattutto in considerazione dei costi delle materie prime. E, per l’elettrico in particolare, anche dello sviluppo delle infrastrutture, di modelli commerciali più orientati all’online e della riduzione del prezzo dei veicoli”.

La fame di macchine a pila è tanta in Italia. Infatti, gli incentivi per le vetture a corrente vengono sbranati. Purtroppo, gli italiani non sono saziati dalle istituzioni. Servirebbe un miliardo di euro annuo di ecobonus: questi mini incentivi col contagocce sono solo deleteri. Portano confusione, disorientamento. Attenzione perché il consumatore, stanco dei gettoni statali stop and go, si orienta giustamente verso altri prodotti con meno complicazioni.

In Italia, fa malinconia che il disegno legge Bilancio 2022 non contenga neppure mezza riga dedicata all’auto. Né a quella elettrica. Né tantomeno alle vetture più desiderate, quelle a benzina, diesel, a gas, ibride tradizionali. Nessun piano strategico per la ripartenza del settore automotive, nessuna accelerazione per la diffusione delle vetture alla spina.

 

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