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Giovinazzi: a che gioco gioca il muretto di Alfa Romeo Racing?

Si ripete ad Austin il copione di team radio al limite dell’arroganza che hanno per protagonista il muretto Alfa nei confronti di Giovinazzi

Antonio Giovinazzi

Più ci avviciniamo alla fine di questa stagione di Formula 1, più non è chiaro a che gioco stia giocando l’Alfa Romeo Racing con Antonio Giovinazzi. Dopo quanto era accaduto in Turchia, con conseguenti parole distensive da parte del team principal di Alfa Romeo Racing Frederic Vasseur giunte poco prima dell’appuntamento degli Stati Uniti, anche ad Austin il copione sembra essersi ripetuto. L’ennesimo duro team radio intercorso fra il team del Biscione e Antonio Giovinazzi è probabilmente sintomo di un’alchimia giunta al capolinea o che forse, come analizzato da più parti, non è riuscita mai a decollare.

Di certo quanto accaduto domenica ad Austin ha fatto storcere il naso un po’ a tutti e amplifica i malumori tra le due parti. Non colpisce l’atteggiamento intrapreso dal muretto gestito da Frederic Vasseur, soprattutto dopo quanto si era già visto all’Istanbul Park.

Il fattaccio che ha coinvolto Giovinazzi al 26esimo giro

Per giungere al centro della vicenda bisogna andare al 26esimo giro del Gran Premio degli Stati Uniti. Antonio Giovinazzi, in lotta per l’11esima piazza, prova a riprendersi la posizione persa nei confronti di Fernando Alonso pochi minuti prima. Il pilota dell’Alfa Romeo Racing ha affiancato Fernando Alonso in Curva 1 che costringeva Antonio a uscire di pista senza però alzare mai il piede concludendo la fase di controsorpasso davanti a Fernando. Appurata la manovra, il direttore di gara Michael Masi contattava il muretto dell’Alfa Romeo Racing suggerendo ai tecnici di avviare un contatto con Giovinazzi al fine di cedere la posizione nei confronti di Alonso.

Il suggerimento di Michael Masi non introduce un’imposizione obbligata. Qualora infatti il suggerimento del direttore di gara venisse ignorato, questo indicherebbe l’accaduto ai commissari di gara che avrebbero il compito di decidere sulla questione. Il muretto era quindi libero di agire in tutta tranquillità. Tuttalpiù che quanto accaduto a Giovinazzi al 26esimo giro era stato anticipato, senza colpe, da Kimi Raikkonen che qualche giro prima aveva sopravanzato sempre Alonso nello stesso posto con modalità praticamente identiche. In quell’occasione il consiglio dei commissari aveva considerato la questione come un normale avvenimento di gara: nulla da pagare per Kimi, quindi.

Antonio Giovinazzi

Il duro team radio

È qui che interviene il muretto dell’Alfa Romeo Racing suggerendo ad Antonio di restituire la posizione nei confronti di Fernando: “Antonio, devi cedere la tua posizione ad Alonso”, gli suggeriscono. Quindi Giovinazzi ha fatto notare che effettivamente era stato Alonso a spingerlo al di là dei track limits “mi ha spinto fuori lui!”, ha replicato.

A questo punto è intervenuto il duro intervento da parte del muretto Alfa Romeo con un tono decisamente non giustificabile: “ridagli la posizione, ora. Non fare discussioni, ridagli la posizione”. L’utilizzo di tali affermazioni non può giustificare un comportamento ormai giunto al limite della sopportazione. Lo stesso Antonio durante la conferenza di presentazione del Gran Premio degli Stati Uniti aveva ammesso senza troppi giri di parole che vivere in questo limbo “sicuramente non è facile”.

L’ordine del muretto, impostato in questo modo, introduce una cattiva pagina di sport per questa Formula 1. L’educazione di Antonio è fuori discussione visto che mai ha discusso alla luce del sole della condizione in cui vive e al netto degli episodi di Austin e Istanbul sembra proprio che il muretto abbia invece qualche discussione in più da ragionare. Che il duro team radio di Austin sia una conseguenza della mancata risposta positiva all’imposizione del muretto Alfa Romeo ad Istanbul? Può pure darsi, ma ancora una volta non giustifica i modi con cui le parole sono state poste in cuffia a Giovinazzi.

Austin sposta un po’ più in alto l’apice fissato ad Istanbul nel rapporto ormai alle strette fra Antonio Giovinazzi e Alfa Romeo Racing. Una condizione che si somma a questi anni in cui molte volte è stato messo in dubbio un rapporto attraversato da pochi errori commessi da Antonio e tanti provenienti dai box, dal muretto e da strategie azzardate che non hanno sortito i risultati previsti. Il triennio trascorso da Antonio in Alfa Romeo produce quindi dubbi leciti che gli appassionati, e non, si pongono.

Frederic Vasseur
Frederic Vasseur

Il mortificante team radio indirizzato dal muretto ad Antonio Giovinazzi è, almeno fino ad oggi, il punto più basso che il rapporto fra le due parti potesse raggiungere. La decisione sul futuro che ancora tarda ad arrivare, perlomeno in forma ufficiale, non fa che amplificare un set di tensioni che in questi ultimi appuntamenti sta diventando sempre più insostenibile. Pensare di rivedere Giovinazzi in Alfa Romeo Racing anche nel 2022 appare sempre più difficile, ora che anziché provare a prendere le difese di Antonio il muretto gestito da Frederic Vasseur se ne esce fuori con un team radio arrogante che esula da ogni più basilare forma di rispetto.

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