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Brent a 100 dollari in inverno? Prezzo della benzina alle stelle

Il Brent è a 83 dollari il barile, in continuo aumento, così che il litro di benzina in Italia vola verso 1,75 euro in self service. Col freddo polare invernale in arrivo, ci sarà bisogno di tanto petrolio: questo può portare il Brent a 100 dollari. Un’impennata che farebbe andare il prezzo della benzina ancora più alle stelle. La paura ora è il muro dei 2 euro il litro.

Sui circuiti elettronici internazionali, infatti, c’è preoccupazione per le quotazioni del petrolio. Che hanno avuto dopo i forti rialzi nei giorni scorsi. L’Aie (Agenzia internazionale per l’Energia) ha alzato le stime sulla domanda petrolifera mondiale a causa del sempre più frequente utilizzo del greggio per la generazione di energia elettrica. Ossia dove mancano gas naturale e carbone. 

Politici dell’Unione Europea spaventati e impreparati a tutto questo. Temono il peggio quando il presidente della Russia, Vladimir Putin, dice che il petrolio a quota 100 è “abbastanza possibile”. Per fortuna, la Russia e i suoi alleati dell’OpecPlus vogliono un mercato petrolifero stabile senza picchi shock dei prezzi. Almeno così dice Putin, che ora gioca un po’ al gatto col topo nei confronti dei politici UE. D’altronde, si tratta di politica internazionale, dove il leader russo eccelle, senza faticare: un gigante di geopolitica economica rispetto all’UE.

Perdipiù, l’organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio ha tagliato le previsioni sulla domanda di petrolio per il 2021 di 160.000 barili al giorno: siamo a 5,8 milioni di barili. E ha lasciato invariate quelle per il 2022 (4,2 milioni). Meno petrolio significa oro nero con prezzo in salita.

Come motivazione, il cartello ha citato la riduzione della produzione dal Golfo del Messico a seguito dell’uragano Ida. Più le interruzioni in Canada, Messico e nella regione del Caspio.

Petrolio, ambiente e prezzo della benzina: caos UE

Non solo: allarme rosso all’Aie: gli impegni dei governi sul clima non sono sufficienti per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi. Anche se legislatori UE e imprese attueranno con successo gli impegni assunti negli ultimi mesi, l’aumento delle temperature supererà il limite per cui i leader globali si sono impegnati nell’accordo di Parigi.

Con le misure attuali la temperatura crescerà di 2,6 gradi celsius al 2100. E se si attuassero con successo gli annunci fatti dai Governi?La temperatura aumenterebbe di 2,1 gradi, mancando gli impegni. Gli impegni già annunciati dai governi coprono meno di un quinto delle emissioni che il mondo deve ridurre entro il 2030 se vuole rimanere in grado di raggiungere emissioni nette pari a zero entro il 2050: questa la stima.

Siamo innanzi a un pasticcio energetico senza precedenti in UE, con la benzina che sale prosciugando i conti correnti degli automobilisti.

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