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Stellantis: Grugliasco chiude, e gli operai? Le ultime dopo il Mise

Ci sono momenti che resteranno impressi nella storia e forse uno di questi è quanto accaduto oggi al vertice del Mise. I Ministri Orlando e Giorgetti, rispettivamente, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico hanno ospitato al Mise i vertici aziendali Stellantis e i sindacati.

Argomento, Stellantis ed il futuro degli stabilimenti italiani. Almeno questo ciò che doveva essere discusso al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma. Ciò che è emerso con chiarezza è che Stellantis ha un progetto per l’elettrificazione della gamma, piuttosto avanzato e anche abbastanza ambizioso.

Il piano elettrico di Stellantis procede spedito

Tutto verte sull’elettrificazione. Come già emerso nei precedenti summit dello stesso genere e con gli stessi attori protagonisti, tutta la gamma dei veicoli di tutti i brand del quarto produttore mondiale di auto saranno elettrici.

Alfa Romeo diventerà full electric dal 2027 (lo disse a suo tempo anche il CEO Carlos Tavares), a Melfi dal 2024 si produrranno 4 veicoli elettrici di altrettanti marchi di Stellantis e a Termoli in Molise, si passerà alla produzione di batterie per veicoli elettrici con la Gigafactory. Adesso però ecco che a Mirafiori si sposta tutta la produzione dei veicoli elettrici Maserati. Oltre alla Fiat 500 elettrica che ha salvato lo stabilimento di Mirafiori dalla crisi di questi mesi, ecco che anche Maserati verrà prodotta lì.

Dall’enfasi su Mirafiori però no si può trascurare ciò che ne sarà di Grugliasco, lo stabilimento Maserati che adesso è in procinto di chiudere. E che ne sarà degli operai di Grugliasco?

Cosa accade adesso a Grugliasco?

Sul Corriere della Sera edizione di Torino si parla proprio di quanto accaduto oggi al Mise e di ciò che ne sarà di Grugliasco, dei suoi lavoratori e delle famiglie che vivono grazie allo stabilimento ormai ex Maserati.

Nessuno perderà il posto di lavoro, in Italia Stellantis non smobilita. È questo il mantra ripetuto fino alla nausea dai vertici di Stellantis fin dallo scorso gennaio, cioè dalla nascita del colosso dell’Automotive a fusione avvenuta tra PSA ed FCA.

Ma sarà davvero così? Alcune cose non tornano. E ci riferiamo agli incentivi all’esodo apparecchiati un po’ ovunque in Italia da Stellantis nei suoi tanti poli produttivi. Alcuni lavoratori somministrati in diversi stabilimenti hanno già perduto il lavoro, visto che con le fermate per la crisi dei semiconduttori, non hanno ottenuto il rinnovo del contratto. A qualcuno adesso viene il dubbio sulle sorti dei lavoratori di Grugliasco, stabilimento destinato a chiudere per via della novità prima citata della Maserati a Mirafiori.

Un cambio che inizierà quasi subito, perché come anticipa il Corriere della Sera e come è emerso dal summit di oggi a Roma, il trasferimento di verniciatura e assemblaggio comincerà nei prossimi mesi (inizio 2022) e si concluderà nel 2024 con il trasloco della lastratura.

Il passaggio definitivo nel 2024

I vertici di Stellantis hanno ritenuto opportuno oggi in occasione del summit con governo e sindacati, annunciare il loro piano sullo spostamento da Grugliasco a Mirafiori dei reparti assemblaggio, verniciatura e lastratura di Maserati.

Ci sono anche motivi tecnici in questo trasloco. Infatti pare che saranno avvantaggiati come qualità, i modelli Maserati Ghibli e Maserati Quattroporte dalla verniciatura di Mirafiori, notoriamente ad alte prestazioni. Riduzione dei costi poi la motivazione aziendale, perché questo uno degli obbiettivi di Stellantis.

Perché Mirafiori? Perché per esempio, anche l’efficienza e la logistica trarranno vantaggi dai magazzini unificati tutti a Mirafiori. Tutto però a discapito di Grugliasco. Allo stabilimento Giovanni Agnelli di Grugliasco oggi lavorano 1.100 dipendenti di Stellantis.

 La chiusura dello stabilimento intitolato al compianto Avvocato Agnelli, è stata praticamente ufficializzata (anche se forse non era necessaria la conferma visto ciò che si è detto su Mirafiori), da Davide Mele, responsabile e referente di Stellantis i Europa ed oggi presente al vertice del Mise. SI parte quindi dal 2022 con il passaggio definitivo a Mirafiori nel 2024 e con la conseguente cessazione di Grugliasco.

Cosa accade adesso ai lavoratori di Grugliasco

Se per Mirafiori le notizie non possono che essere positive (e tra l’altro la fabbrica diventerà l’unica europea sulla Fiat 500 elettrica con il ritorno delle lavorazioni oggi in Polonia), per Grugliasco c’è l’inevitabile rovescio della medaglia.

“La 500 endotermica di spegnerà in Polonia. Il settore della 500 Full electric, crescerà dall’attuale 10% al 70% nel periodo dal 2025-2030. Oggi 500 in generale vale 200.000 unità. Quindi tutto questo mercato andrà soddisfatto solo da Mirafiori e dalla sola 500 elettrica nel mercato” queste le parole di Mele che conferma pure su Torino Stellantis i 2 miliardi di investimenti dei 5 destinati agli stabilimenti italiani.

Dal vertice sono emerse anche le conferme sul via al lancio di altri modelli, come l’Alfa Romeo Tonale dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, o del Maserati Grecale di Cassino. Resta confermata la Gigafactory di Termoli e il progetto sul grande stabilimento di Località San Nicola a Melfi, sui 4 nuovi veicoli elettrici. Ma in Piemonte si parte subito. “Nel 2022 partiranno a Mirafiori le Maserati Gran Cabrio e Gran Turismo nella versione elettrica. Nel 2024 invece le nuove Maserati Ghibli e Quattroporte”, sono questi gli annunci di Mel oggi al summit di Roma.

La nota della società al termine del summit

A margine dell’incontro odierno, Stellantis ha deciso di uscire con una nota esaustiva su ciò che è successo e su quali sono i piani futuri.

“Stellantis sta lavorando con determinazione e velocità per anticipare e supportare la transizione energetica di tutti i suoi siti industriali italiani, con l’obiettivo di garantirne la sostenibilità attraverso il miglioramento delle loro performance e per far giocare al Paese un ruolo strategico tra i principali mercati domestici del Gruppo”, questo ciò che ha sottolineato l’azienda nella sua nota diramata a mezzo stampa.

“Dopo il primo dialogo produttivo del 15 giugno, l’incontro di oggi al Ministero dello Sviluppo Economico ha rappresentato un altro forte segnale positivo dell’impegno di Stellantis in Italia, con una collaborazione ancora più costruttiva che l’azienda ha da tempo avviato con il governo e con tutte le organizzazioni sindacali con cui si confronta periodicamente”, così l’azienda ha spiegato che il lavoro iniziato da tempo con governo e sindacati va avanti.

In pratica, grande apprezzamento per la prosecuzione di questo dialogo produttivo e costruttivo, con l’obiettivo di costruire assieme a tutte le parti sociali le condizioni per garantire un futuro luminoso.

I sindacati su Grugliasco non sono soddisfatti

La chiusura di Grugliasco però resta una ferita, soprattutto per i sindacati che erano partiti per il summit, con l’intenzione di parlare a nome degli operai.

“È un’altra mazzata per l’economia di Torino. Anche se hanno dichiarato il mantenimento dell’occupazione il dato oggettivo è che chiudono uno stabilimento. La si può guardare da qualsiasi angolazione ma i fatti dicono che in Italia siamo di fronte alla diminuzione della capacità produttiva effettuata tramite la chiusura di stabilimenti come in questo caso o alla riduzione delle linee di montaggio come è successo a Melfi”, questo il pensiero rilasciato a mezzo stampa da Edi Lazzi, segretario della Fiom Cgil di Torino.  

“Tutte azioni che determinano inevitabilmente il calo dell’occupazione complessiva del Gruppo, come sta già accadendo, al momento implementata tramite gli esodi incentivati. Abbiamo quindi chiesto di conoscere il piano industriale complessivo del gruppo Stellantis per l’Italia, è infatti intollerabile questo modo di procedere staccando i petali della margherita uno alla volta”, così ha proseguito un polemico Lazzi.

Preservare l’occupazione in Stellantis

“Chiediamo formali garanzie per i lavoratori sul versante della tutela occupazionale e delle missioni produttive, nonché delle condizioni di lavoro”, così fa eco a Lazzi, Rocco Palombella, segretario generale della Uilm.

“Stellantis ha assicurato che la produzione attuale di Grugliasco, vale dire Maserati Ghibli e Quattroporte, verrà trasferita con tutti gli occupati a Mirafiori, dove già si producono la Fiat 500 elettrica, la Maserati Levante ed è in corso di lancio la Maserati sportiva. Inoltre Stellantis ha prefigurato che nel futuro piano industriale post 2024 a Torino resteranno sia la piattaforma Maserati sia la produzione della Fiat 500, che col tempo diventerà esclusiva per il venir meno della linea endotermica attualmente prodotta in Polonia. Ma noi rivendichiamo che l’impegno alla piena tutela occupazionale ed alle future misure produttive sia formalizzato e per questo abbiamo chiesto ulteriori approfondimenti e confronti da svolgersi in sede sindacale a Torino”, questa la nota della Uilm.

In altri termini, la promessa di spostare tutti i lavoratori di Grugliasco a Mirafiori deve essere messa nero su bianco.

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