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Indiana Jones 5: le auto storiche impegnate nel set di Cefalù

Ecco alcuni dei modelli che la regia ha deciso di utilizzare per le riprese del nuovo atto della saga con Harrison Ford.

Sono in corso in Sicilia le riprese del quinto atto della saga di Indiana Jones, film basati sulle avventure dell’immaginario archeologo che dà il nome alla serie. Ad interpretarlo è ancora una volta l’attore statunitense Harrison Ford, che nel 1986 ha ottenuto una candidatura all’Oscar per “Witness – Il testimone“. A differenza degli altri lungometraggi della stessa famiglia, ideata da George Lucas, questa volta Steven Spielberg non si occupa della regia, affidata a James Mangold. Spielberg resta coinvolto come produttore. Diverse le auto storiche chiamate in causa. L’uscita del film, che porta l’etichetta della Disney, è prevista per il 29 luglio del prossimo anno.

In questi giorni si gira a Cefalù, dove la presenza di Harrison Ford, oggi 79enne, si è messa in evidenza anche per la gentilezza e la disponibilità del personaggio. Nei luoghi delle riprese sono state create delle ambientazioni in stile anni sessanta e pure le auto storiche utilizzate nel corso delle riprese sono coerenti con quel periodo. Anche se il set è blindato, siamo riusciti a scoprire alcune delle vetture classiche italiane coinvolte nello shooting cefaludese, insieme a diverse Piaggio Vespa e Ape a tre ruote. Volete conoscerle? Bene, non vi resta che proseguire nella lettura del post, con la stessa attenzione dell’archeologo più famoso del cinema.

Fiat Nuova 500

Lei, la regina delle supeutilitarie, non poteva mancare in scena

Si tratta di una delle auto più iconiche della tradizione italiana. Questa vettura ha contribuito alla motorizzazione di massa del nostro paese. La superutilitaria torinese, prodotta dal 1957 al 1975, si offriva allo sguardo con linee semplici e tondeggianti, che ammaliavano. Dalla sua c’erano dei costi di acquisto e di manutenzione alla portata di molte tasche. Il merito della riuscita del progetto va alla mente geniale di Dante Giacosa, al cui nome il modello si lega strettamente. La spinta faceva capo da un motore longitudinale a due cilindri da 479 centimetri cubi, raffreddato ad aria, che erogava 13 cavalli di potenza massima.

Il nome ufficiale era “Nuova 500”, per mettere in risalto la discendenza dalla 500 “Topolino”. Anche se l’allestimento era spartano, l’auto piaceva, perché sprizzava simpatia da tutti i pori. Ancora oggi è nel cuore di tutti, per il suo fascino e per quello che ha rappresentato nella storia dell’auto italiana e non solo. Bellissime le versioni con le porte che si aprono a vento, ossia incernierate posteriormente. L’azione frenate era affidata a quattro tamburi, che non garantivano certo decelerazioni da bolide da pista. Per evitare le grattate con il cambio, molti impararono con la Fiat 500 la tecnica della doppietta. Bello il divertimento di guida garantito dalla trazione posteriore.

Fiat 1500 L

Auto storiche Indiana Jones Cefalù
La Fiat 1500 L nel corso principale di Cefalù

Il modello risale al 1963. Fa parte di una famiglia di vetture di grandi dimensioni, nate per prendere il posto delle ormai vecchie 1400 e 1900. Nei lineamenti stilistici si colgono diverse note di american style. Prevalgono i tratti decisi, che non lasciano spazio a rotondità di alcun genere. Dietro spiccano le grosse pinne, mentre il gioco delle cromature, abbondantemente presenti nel corpo grafico generale, trova la sua più grande epifania nella calandra frontale, davvero imponente e vistosa. Nella sigla del modello è riporta la cilindrata, pari a 1481 centimetri cubi. Ad esprimere questo dimensionamento è un motore a sei cilindri in linea. La lettera “L” sta per Lunga, giusto per sottolineare un’altra caratteristica importante di questa creatura della casa torinese.

Il suo corpo è sostanzialmente quello della 1800 B berlina, anche se per il cuore propulsivo sono state scelte altre strade. La potenza massima si fermava a quota 72 cavalli, sufficienti comunque a garantire una discreta vivacità. Sorprende il fatto che, all’epoca, i manager Fiat decisero di dar vita a una versione meno potente, con 60 cavalli all’attivo, espressamente pensata per i taxisti. L’obiettivo era forse quello di ridurre i costi di esercizio, per assecondare i bisogni di una categoria che deve prestare molta attenzione a questi aspetti, vista la grande percorrenza annua, ma forse non era necessario un ammorbidimento, se si tiene conto delle caratteristiche dell’auto di partenza.

Lancia Fulvia Coupé

Una vettura simile a quella reclutata per Indiana Jones 5

Tutti la conosciamo per le imprese conseguite nei rally dalla versione HF, ma anche gli allestimenti meno spinti di questa serie hanno un certo fascino. Un esemplare da 1216 centimetri cubi di cilindrata, con 80 cavalli all’attivo, è entrato nel set di Indiana Jones 5, durante le riprese effettuate a Cefalù. Non sappiamo se farà parte delle scene finali del celebre film, ma il modello è stato coinvolto in qualche ciak. La Lancia Fulvia coupé fece il suo debutto in società nel 1965. Il taglio stilistico di questa berlinetta sportiva a 2 posti più 2 si deve alla matita di Piero Castagnero, che seppe conferire una spiccata personalità alla sua opera.

Rispetto alla berlina le dimensioni erano, ovviamente, più compatte, per garantire dinamiche più agili e gratificanti. A fare il resto provvedevano la bontà dell’assetto e il peso contenuto, che non superava quota 950 chilogrammi. Il cuore a quattro cilindri del modello era alimentato da una coppia di carburatori a doppio corpo Solex. Buona la verve prestazionale, non all’altezza delle sorelle maggiori, ma comunque gratificante. La velocità massima toccava quota 160 km/h, anche se erano le doti dinamiche il suo punto di forza. La bontà del telaio venne dimostrata anche dai successi in gara, che hanno consegnato la Lancia Fulvia, in tutta la sua gamma, alla leggenda.

Alfa Romeo Giulia

Anche una Giulia come questa nella disponibilità della regia

Prodotta dal 1962 al 1977, questa vettura si è consegnata alla storia per il look inconfondibile e per le sue caratteristiche. Molti la collegano alle pantere della Polizia e alle gazzelle dei Carabinieri. Non c’è dubbio che questo accostamento, talvolta evidenziato nel mondo del cinema, abbia inciso sulla sua collocazione nell’immaginario collettivo. L’esemplare usato nelle riprese di Indiana Jones 5 è degli anni sessanta. Cuore pulsante è, nel caso specifico, un motore in alluminio a quattro cilindri da 1570 centimetri cubi, alimentato con un carburatore doppio corpo Solex, in grado di sviluppare una potenza massima di 92 cavalli a 6000 giri al minuto.

Questa energia veniva scaricata sulle ruote posteriori con l’ausilio di un cambio a 5 marce. La velocità massima si spingeva nel territorio dei 165 km/h. Per le sospensioni anteriori, i tecnici del “biscione” puntarono sugli sportivi quadrilateri sovrapposti, mentre dietro c’era il più convenzionale ponte rigido. L’Alfa Romeno Giulia aveva inizialmente dei freni a tamburo, ma poi giunsero dei più efficaci dischi. Si trattava di un’auto molto curata e al passo coi tempi (e anche oltre). La sua tecnologia era luminosa, pure sul fronte della scocca a deformazione differenziata, cartina di tornasole dell’attenzione prestata tanto alla sicurezza attiva quanto a quella passiva. Molto curati anche gli aspetti aerodinamici. Tra i punti di forza del modello: le performance, l’agilità e la tenuta di strada. 

Lancia 2000 iniezione

Auto storiche Indiana Jones Cefalù
La Lancia 2000 iniezione nei pressi del lungomare di Cefalù

La Lancia 2000 prese forma sia in versione berlina che coupé. L’esemplare impegnato nelle riprese di Indiana Jones 5 appartiene alla prima specie. Il modello aveva dei punti in comune con la Flavia, ma nasceva con un’identità specifica, che segnava forti differenze fra le due auto. Per un certo periodo di tempo svolse il ruolo di ammiraglia nel listino della casa torinese. Le linee della carrozzeria, connesse a quelle della progenitrice, si offrivano allo sguardo con note di grande pulizia formale. Si trattava, indubbiamente, di un’auto elegante, ma forse una personalità stilistica più marcata non sarebbe dispiaciuta.

La Lancia 2000 prese forma prima che Fiat rilevasse il marchio e tutte le sue strutture produttive. Quindi è ancora una creatura della vecchia tradizione. Il motore, mutuato dalla Flavia, fu sottoposto a diverse migliorie. Da segnalare il ricorso all’iniezione elettronica Bosch, come alternativa all’alimentazione a carburatori, sottolineato nella sigla del modello scelto per il set del film statunitense. Questo spinse la potenza massima a quota 125 cavalli, contro i 115 dell’altra. Le prestazioni se ne giovarono, con una velocità massima superiore ai 185 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h nell’ordine dei 10.5 secondi. Sono cifre che esprimono una verve dinamica di taglio sportiveggiante, anche per la comoda berlina.

Fiat 850

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La Fiat 850 berlina si prepara ad entrare in scena

La Fiat 850 è stata un’auto di massa, prodotta dalla casa torinese in oltre due milioni e duecentomila esemplari. Uno dei suoi punti di forza era il prezzo contenuto, che la rendeva accessibile a molta gente. La vettura era anche robusta ed aveva spese di manutenzione ridotte, per andare ancora più incontro ai bisogni dello specifico target di clientela. Prodotta dal 1964 al 1971, la Fiat 850 si collocava a metà strada fra la 600 e la 1100. Disponeva di motore e trazione posteriore: la combinazione giusta per potersi concedere anche qualche nota di divertimento, ma il modello nasceva con motivazioni meno ludiche e più pratiche.

La sigla del modello illustrava, per approssimazione, la cilindrata di 843 centimetri cubi del piccolo ed onesto motore a quattro cilindri e otto valvole.  Da una simile unità propulsiva non ci si poteva aspettare un’energia vulcanica come quella di una gran turismo. La potenza massima era infatti di 34 cavalli per la versione Normale (alimentata da benzina normale) e di 37 cavalli per la versione Super (alimentata da benzina a maggior numero di ottani). Cambiavano così le prestazioni, come testimonia la velocità massima, pari a 120 km/h per la prima e a 125 km/h per la seconda.   

Fiat 850 Familiare e Pulmino

Un esemplare della specie, simile a quello usato nel film

La Fiat 850 Familiare era la versione finestrata della Fiat 850T, veicolo commerciale plasmato nella catena di montaggio della casa automobilistica torinese dal 1964 al 1976. Il modello si offriva allo sguardo con lineamenti molto simili a quelli della Fiat 600T, da cui discendeva, sebbene con una motorizzazione più “grossa”. Il propulsore da 767 centimetri cubi, con 29 cavalli di potenza, della Fiat 600 Multipla, adottato sulla 600T, lasciava spazio sulla 850T al cuore da 843 centimetri cubi, con 34 cavalli di potenza, della contemporanea Fiat 850.

Negli anni settanta giunse un motore da 903 centimetri cubi, imparentato con quello della 127, che nella Fiat 850 Familiare erogava una potenza massima di 45 cavalli. Netti i miglioramenti sul piano prestazionale, vista l’impennata energetica. Ovviamente stiamo parlando in termini relativi, perché le performance vigorose sono proprio un’altra cosa ed esulano dal carattere della vettura a sette posti di cui ci stiamo occupando.

Fiat 500 Topolino

La Topolino, un classico dell’auto italiana, non poteva mancare sul set

La Fiat 500 Topolino è un’auto dall’aspetto cinematografico, quindi la sua presenza in un film ci sta bene, anche se si tratta di un colossal come Indiana Jones 5. Un esemplare della specie è stato immortalato in attesa di entrare sul set, nei pressi del lungomare di Cefalù. Qualcuno potrebbe considerarla come una nota stonata, perché non è una vettura degli anni sessanta, essendo stata prodotta dal 1936 al 1955, ma anche oggi capita di vedere in strada delle auto con qualche anno di servizio sulle spalle, usate quotidianamente. Non tutti, infatti, possono permettersi un modello all’ultimo grido. A quei tempi più che nell’attualità.

La Fiat 500 Topolino diede un grande impulso alla motorizzazione di massa del nostro paese. Si trattava di un’auto relativamente economica e dalle dimensioni molto compatte: 3215 millimetri di lunghezza, 1275 millimetri di larghezza, 1377 millimetri di altezza. La spinta faceva capo a un motore a 4 cilindri in linea, raffreddato a liquido, di 569 centimetri cubi di cilindrata. Il peso di soli 535 chilogrammi aiutava le sue dinamiche, non proprio da corsa, per la potenza massima sviluppata dall’unità propulsiva, pari a 13 cavalli a 4000 giri al minuto. Per la piccola utilitaria torinese venne scelto un telaio rigido a doppia trave in lamiera stampata, con mensole esterne per il fissaggio della carrozzeria. Le sue linee, sinuose e ondulate, ispirano grande simpatia. Guardandola, la Topolino sembra un’auto da cartone animato.

Fiat 600

Una Fiat 600 come quella usata nel set del film con Harrison Ford

Sul set di Indiana Jones a Cefalù non poteva mancare neppure la Fiat 600, auto che ha accompagnato gli italiani durante il boom economico. Questa vettura fu costruita dal 1955 al 1969. Il progetto porta la firma di Dante Giacosa e si caratterizza per l’estrema funzionalità. Il prezzo competitivo, i bassi costi d’esercizio, la versatilità operativa e il buon comportamento stradale del modello contribuirono al suo successo commerciale, che superò le più rosee aspettative. Addirittura, in una fase del ciclo produttivo, le liste di attesa si spinsero oltre i 12 mesi.

Cuore pulsante del veicolo era un motore a quattro cilindri in linea, raffreddato a liquido, da 633 centimetri cubi di cilindrata. La sua potenza massima di 21.5 cavalli a 4600 giri al minuto era sufficiente a conferire una discreta verve ai 560 chilogrammi di peso. Ovviamente tutto è relativo e qui non stiamo certo parlando di una Formula 1. La velocità massima si spingeva a quota 95 km/h. Per coprire il chilometro con partenza da fermo ci volevano circa 54 secondi. Non sono dati da pista, ma erano validi per la specifica missione e per il posizionamento di mercato della Fiat 600. Decisamente contenute le dimensioni di questa vettura a trazione posteriore: 3215 millimetri di lunghezza, 1380 millimetri di larghezza, 1405 millimetri di altezza.

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