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Benzina più cara: l’OpecPlus non aiuta

L’OpecPlus ha deciso: dice no alla richiesta UE. Che chiedeva una maggiore produzione di greggio, per far fronte al rincaro del prezzo benzina

Petrolio in fortissimo rialzo, col Brent che tocca addirittura gli 83 dollari al barile. Era a 70 dollari a giugno. Ne paga le conseguenze l’automobilista quando fa il pieno: benzina più cara. In modalità self, siamo a un millimetri da 1,7 euro, come ClubAlfa preconizzava. Il prezzo medio praticato del diesel, sempre in modalità self, sale a 1,549 euro al litro. Ovviamente, i prezzi del servito sono da brivido, e quelli sulle autostrade da incubo.

La spallata arriva dal cartello OpecPlus. Versione ultra moderna dell’organizzazione di Paesi produttori che negli anni ’70 sconvolse il mercato mondiale del petrolio. Incidono sui prezzi dell’oro nero attraverso il controllo delle quote di produzione. Fra i numerosi aderenti, citiamo solo Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iran, Iraq, Kuwait, Qatar, ma anche Bahrein, Brunei, Malaysia, Russia.

L’OpecPlus (definibile come il cartello allargato ai grandi produttori non allineati) ha appena deciso di non aumentare ulteriormente la produzione rispetto a quanto previsto. La produzione complessivamente salirà di altri 400.000 barili al giorno, come nel mese di ottobre. Se il prezzo del petrolio sale e la produzione non cresce a sufficienza, quel prezzo crescerà ancora di più. Quindi, aspettiamoci il peggio.

Benzina più cara: economia mondiale in sofferenza

A soffrire, è l’economia nel mondo. Che per la ripresa post Covid chiede più petrolio. L’OpecPlus non è venuta in soccorso quindi dell’economia globale, alle prese con uno shock energetico dalle conseguenze imprevedibili.  In parallelo, c’è lo spettro dell’inflazione, alimentato dai piani di stimolo delle economie occidentali.

E domani? Se l’OpecPlus si limiterà a confermare i piani di contenuto aumento dell’offerta, a dispetto del rafforzamento della ripresa economica, il greggio salirà ancora. Idem benzina e diesel alla pompa, con effetti anche sul costo del trasporto delle merci, e sul prezzo di vendita di queste.

In un contesto così complesso, non è da escludere che il rialzo del petrolio incida pure sull’aumento del prezzo dei gas. Così, alla pompa, l’automobilista trova questi listini: in salita i prezzi praticati del GPL che vanno da 0,754 a 0,761 euro al litro (no logo 0,742). Mentre il prezzo medio del metano auto è tra 1,195 e 1,638 (no logo 1,303), con picchi clamorosi di 2 euro in certe zone.

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