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Biocarburanti: Assopetroli lancia l’allarme truffe

Assopetroli evidenzia il pericolo di frodi nel settore dei biocarburanti. Bisogna allargare il novero delle materie per biocarburanti

Fra i settori più in crescita e con maggiori potenzialità, c’è quello dei biocarburanti. Legati anche alle auto. Tuttavia, occorre monitorare il fenomeno. Assopetroli lancia l’allarme truffe: bisogna stroncare sul nascere nuovi fenomeni frodatori connessi all’obbligo di immissione in consumo di biocarburanti, come riporta Staffetta Quotidiana. Al contempo, serve allargare il novero delle materie destinate alla produzione di biocarburanti avanzati. In sostanza, tre i raggiri possibili: fiscali, sulle materie utilizzate, sul miscelamento con la benzina.

Per Assopetroli, è doveroso attivare un tavolo tecnico sull’obbligo di miscelazione della benzina. Sì anche a un piano di sostegno pubblico alla riconversione elettrica della rete carburanti. E ok alla liberalizzazione delle ricariche elettriche. Utile pure introdurre la definizione di “società che effettuano vendita di energia termica”. 

Tutto questo Assopetroli-Assoenergia lo indica in una memoria inviata a Camera e Senato. Argomento: lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2018/2001. Sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili: si chiama direttiva Red II.

Frodi biocarburanti, che fare

Ma in concreto come combattere le frodi sui biocarburanti? Va combattuta la distorsione della concorrenza connessa ai crescenti obblighi di immissione in consumo di biocarburanti. Il primo passo è istituire un tavolo tecnico che veda la presenza strutturale dei seguenti soggetti: associazioni di categoria del comparto carburanti; amministrazioni; agenzie fiscali competenti.

Serve un elenco di materie utilizzabili. E di quelle inadatte all’alimentazione o ad altri impieghi. Vanno seguiti criteri di sostenibilità, quali i residui liquidi e pastosi.

Occhio all’obbligo di miscelazione della benzina: serve un’implementazione armonica degli adeguamenti infrastrutturali necessari per l’integrazione della componente bio nella benzina.

Intanto, i colossi dell’economia sono interessatissimi al tema biocarburanti. Per esempio, la Royal Dutch Shell costruirà un impianto di biocarburanti da 820.000 tonnellate all’anno. Dove? Presso lo Shell Energy and Chemicals Park Rotterdam, nei Paesi Bassi Stabilimento noto come raffineria di Pernis. La struttura sarà tra le più grandi in Europa per la produzione di carburante, col diesel rinnovabile ricavato dai rifiuti.

Shell mira a sfornare combustibili a basse emissioni di carbonio come il diesel rinnovabile dai rifiuti sotto forma di olio da cucina usato, grasso animale di scarto e altri prodotti residui industriali e agricoli.

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