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Alfa Romeo 1900 M: storia e caratteristiche

Un fuoristrade leggero efficace, pensato per l’esercito, ma all’Alfa Romeo 1900 M i militari preferirono la Fiat Campagnola.

Alfa Romeo 1900 M
L'Alfa Romeo 1900 T in off-road (screen shot da video framelo54)

L’Alfa Romeo 1900 M è un fuoristrada ormai storico, prodotto dalla casa automobilistica milanese tra il 1951 e il 1953. A questa automobile venne appioppato un soprannome: “Matta“. Fu l’ingegnere Antonio Alessio ad attribuirle l’etichetta, vedendo la nuova creatura compiere delle imprese strampalate durate una presentazione al pubblico ad Assisi.

Il progetto del modello porta la firma dell’ingegnere Giuseppe Busso, un nome molto noto agli appassionati del “biscione” (e non solo). La sua origine si deve alla necessità di partecipare a un bando del Ministero della Difesa. Quindi si tratta di un veicolo nato a scopi militari: la M presente nella sigla sta proprio a dimostrarlo. Il capitolato pretende un fuoristrada leggero che non faccia rimpiangere i precedenti veicoli della specie.

Alfa Romeo 1900 M: il motore è della berlina

Nella declinazione iniziale, l’Alfa Romeo 1900 M gode anche dell’appellativo AR/51, ossia Autovettura da Ricognizione del 1951. La missione propulsiva viene affidata al motore della contemporanea 1900, importante berlina a quattro porte nata l’anno prima. Completamente nuovi sono, invece, il telaio, la carrozzeria e il resto della meccanica, perché totalmente diversa è la missione.

Un’anteprima del modello avviene nel fine settimana del Gran Premio d’Italia di Formula 1 del 1951, quando un esemplare dell’Alfa Romeo 1900 M viene offerto alla visione del pubblico, ancora allo stadio di prototipo, nella cornice di Monza, con il pilota Nino Farina al volante.

Il debutto del modello definitivo, che supera i filtri posti dalle forze armate, avviene qualche settimana dopo, esattamente il 5 ottobre. I vertici militari, però, si orientano maggiormente verso la Fiat Campagnola, preferita per i minori costi di acquisto e gestione. Nel 1952 giunge sul mercato la versione civile del fuoristrada del “biscione”, con la sigla AR/52. La scheda tecnica è più o meno la stessa, ma il successo commerciale non arriva: alla fine saranno solo 154 gli esemplari prodotti al servizio della clientela comune.

Notevoli doti nell’off-road

L’Alfa Romeo 1900 M, come dicevamo, gode della spinta del motore della berlina 1900. Si tratta di un quattro cilindri in linea di 1884 centimetri cubi, in grado di sviluppare una potenza massima di 65 cavalli a 4400 giri al minuto e una coppia massima di 12.5 Kgm a 2500 giri al minuto. La velocità massima tocca quota 105 km/h.

Notevoli le doti fuoristradistiche del modello, in grado di soddisfare gli utenti più esigenti dell’off-road, per la qualità del suo sistema di trazione integrale e per la coerenza di un progetto curato al meglio nei suoi aspetti funzionali. Del corredo dell’Alfa Romeo 1900 M fanno parte alcuni elementi imprescindibile per prodotti di tale specie, come la carrozzeria completamente aperta e telonabile, il parabrezza ribaltabile, le griglie parasassi ed altre robe del genere.

Ecco le dimensioni: 3520 mm di lunghezza, 1570 mm di larghezza, 1820 mm di altezza e 2200 mm di passo. La massa, a vuoto, è di 1250 chilogrammi, nonostante la carrozzeria in acciaio. Per la produzione di questo fuoristrada leggero del “biscione“, i vertici della casa automobilistica milanese scelgono gli stabilimenti del Portello e di Pomigliano d’Arco. Nel primo prendono forma i motori, nel secondo nascono il telaio e la carrozzeria. Sempre in Campania avviene l’assemblaggio finale dell’auto. Breve la parentesi di mercato dell’Alfa Romeo 1900 M, che in fondo puntava più ad essere un esercizio di ricerca che una best seller.

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