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Stellantis vince in tribunale negli USA: respinta la causa degli azionisti per frode

Gli azionisti non sono riusciti a dimostrare in modo convincente che Stellantis abbia agito con l’intenzione di ingannare il mercato

Stellantis USA

Per Stellantis arriva una notizia decisamente positiva dagli Stati Uniti, e non è una notizia da poco. Un tribunale americano ha infatti deciso di respingere la causa presentata da alcuni azionisti contro il gruppo guidato dal CEO Antonio Filosa, accusato di aver nascosto al mercato un problema legato all’eccessiva spinta di auto verso le concessionarie, pratica conosciuta come channel stuffing.

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Sospiro di sollievo per Stellantis negli USA: il tribunale archivia causa per channel stuffing

Secondo chi aveva avviato la causa, Stellantis avrebbe riempito troppo i piazzali dei dealer per sostenere i risultati di vendita nel breve periodo. Una strategia che, sempre secondo l’accusa, avrebbe finito per alterare la percezione reale della domanda, creando un’immagine più solida di quella effettiva. In altre parole, gli investitori sostenevano di aver ricevuto un quadro troppo ottimistico della situazione.

La contestazione riguardava le azioni acquistate tra il 15 febbraio e il 24 luglio 2024. In quel periodo, secondo i querelanti, il gruppo avrebbe trasmesso messaggi troppo rassicuranti su aspetti importanti come prezzi, scorte, nuovi modelli e margini. Tutto questo, a loro dire, avrebbe contribuito a sostenere artificialmente il valore del titolo.

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Il tribunale, però, non ha condiviso questa lettura. La giudice Valerie Caproni del tribunale federale di Manhattan ha stabilito che gli azionisti non sono riusciti a dimostrare in modo convincente che Stellantis abbia agito con l’intenzione di ingannare il mercato. E non solo: secondo la corte, non sono emersi nemmeno elementi sufficienti per parlare di dolo o colpa grave da parte del management.

È proprio questo passaggio che ha portato all’archiviazione della causa. Perché in vicende di questo tipo non basta dimostrare che un’azienda abbia attraversato una fase complicata o che il titolo abbia subito un calo in Borsa ma bisogna provare che ci sia stata una precisa volontà di nascondere la realtà agli investitori. Secondo il tribunale, questa prova non è arrivata.

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Per Stellantis si tratta quindi di una vittoria importante, soprattutto perché la questione toccava un tema molto delicato: la credibilità verso il mercato. Respinta la causa, il gruppo evita almeno per ora una vicenda legale che avrebbe potuto pesare ancora di più anche sul piano dell’immagine.

Tutto nasce comunque da mesi complicati per il costruttore. Nell’estate del 2024 Stellantis aveva pubblicato risultati semestrali inferiori alle aspettative, deludendo investitori e analisti. L’utile operativo rettificato era sceso del 40% a 8,46 miliardi di euro, mentre il margine operativo era calato sotto il precedente obiettivo a doppia cifra.

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La reazione del mercato era stata immediata. Dopo la diffusione dei conti, il titolo Stellantis quotato negli Stati Uniti aveva perso il 9,9% in appena due sedute di Borsa. Un crollo che aveva acceso il malcontento tra gli azionisti e aperto la strada alla causa poi respinta dal tribunale.

Adesso, per Stellantis, questa sentenza rappresenta senza dubbio un punto a favore. Non cancella le difficoltà affrontate dal gruppo negli ultimi mesi, ma offre una boccata d’ossigeno in una fase delicata. Ora però il mercato si aspetta soprattutto una cosa: risultati più solidi e segnali concreti di ripresa.

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